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Frasi di Alberto Sordi
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La scheda di Alberto Sordi
Attore, doppiatore e regista
Nascita: Roma il 15/6/1920data morte il 24/2/2003
Nato da padre musicista e madre insegnante, alle elementari si cimenta già in piccole recite e nel canto, arte che migliora esibendosi come basso dopo gli studi di lirica. Nel '36 incide un album per bambini e poi abbandonati gli studi commerciali frequenta l'accademia milanese dei Filodrammatici da cui viene espulso per via della tipica inflessione dialettale romanesca. Nel corso della seconda guerra entra nella banda musicale dell'esercito e nel '37 ottiene un posto da comparsa in “Scipione l'Africano” lavorando fino al '51 anche come doppiatore. Nello stesso periodo debutta a teatro come ballerino e a partire dal '46 esprime la sua ironia attraverso la radio dando vita a personaggi esilaranti, protagonisti di trasmissioni che segnano gli anni '70 come “Gran varietà” e “Doppia coppia”. Dopo la presenza cinematografica del 1950 in “Mamma mia che impressione!”, nel '52 le pellicole firmate dai registi Fellini e Steno, tra cui “I vitelloni” e “Un americano a Roma”, lo consacrano all'interpretazione dei valori dell'italiano medio anche nelle memorabili commedie successive, tra cui spiccano “Bravissimo”, e “Il moralista”. A partire dagli anni '60 si cimenta magistralmente anche in ruoli drammatici, recitando in pellicole come “La grande guerra”, “Mafioso” e “Romanzo di un giovane povero”. Amato dal pubblico con il soprannome di “Albertone”, compare spesso anche in tv, per cui realizza e conduce il programma tv “Storia di un italiano”. E' famoso anche per le diciotto pellicole di cui è regista, tra cui “Un italiano in America” e “Le vacanze intelligenti”. Tratta dallo storico film “Il marchese del Grillo”, la frase “Sor Marchese, è l'ora”, viene impressa sulla sua lapide all'età di ottantadue anni, quando muore celibe per cancro ai polmoni.

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La più letta di “Alberto Sordi”
Signor colonnello, sono il tenente Innocenzi. Accade una cosa incredibile: i tedeschi si sono alleati con gli americani.
Tutti a casa  Alberto Sordi  

Mi faceva ridere. Per me era un grande attore comico, forse involontario. Naturalmente lo ammiravo, come tutti. Però, ripeto, mi faceva ridere. Aveva delle battute impressionanti. (Riferita a Benito Mussolini)
Alberto Sordi   

Vado a messa, mi confesso, prego ogni giorno, credo nei dogmi e non li discuto.
Alberto Sordi   

Anche la Chiesa può peccare di esibizionismo, di leggerezza, come quando è ossessionata dal problema di catturare il consenso dei giovani.
Alberto Sordi   

Una volta anche solo il fatto di andare a piedi, di salutarsi, di sentirsi parte di una società, aiutava a essere più umani.
Alberto Sordi   

Noi abbiamo avuto il privilegio di nascere a Roma, e io l'ho praticata come si dovrebbe, perché Roma non è una città come le altre. È un grande museo, un salotto da attraversare in punta di piedi.
Alberto Sordi   

Sa perché dicono che sono avaro? Perché i soldi non li sbatto in faccia alla gente, come fanno certi miei colleghi.
Alberto Sordi   

Se il mondo fosse come lo presenta un certo cinema d'oggi, sarebbe un incredibile confusione.
Alberto Sordi   

Se Fellini mi dicesse: "Albe', ho una parte per te nel mio prossimo film..." Eh, allora come faccio a dire di no? Con Federico ho fatto «Lo sceicco bianco», «I vitelloni», e se so' quello che sono, oggi, lo devo anche a lui, no?
Alberto Sordi   

Nei miei film io mi limito a riflettere le inquietudini di tutti noi, il pessimismo dilagante.
Alberto Sordi   

Dubito fortemente di poter essere matrimoniabile.
Alberto Sordi   

La mia comicità non è mai stata astratta, gratuita. L'ho sempre ricalcata sulla realtà del momento.
Alberto Sordi   

Alla mia età ho fatto il callo alla solitudine. Una solitudine, però, molto relativa, perché il lavoro riesce a riempire completamente la mia esistenza.
Alberto Sordi   

Gatto mammone! Mi sono accorto, sai? Fai finta de legge' er giornale... Ah! Sei una spia, sei. Vuoi cantare? Canta i salmi! Ah! Odo dei passi... Sei stato tu gatto mammone, hai cantato! Tieh! becca 'sto regaluccio... Io m'apposto...
Un Americano a Roma  Alberto Sordi   

Mami e papi, mami e papi, io vi adoro, mami.
Sta fermo con quel tortore.
Tortore mami? Questa mazza, mami, un giorno sarà firmata Joe Di Maggio. Tu sai chi è Joe Di Maggio, mami?
Nando!
Non sai chi è Joe Di Maggio, mami?
Nando!
È una cosa complicata, vero? Joe Di Maggio è un giovane italiano, mami, che da bimbo fu trasferito nel Kansas City.
Oh, ce risemo con ‘sto Kansas City!
Questo intrepido bimbo prese la mazza e ha sposato Marilina. Se anch’io da bimbo, mami, fossi stato trasferito nel Kansas City…invece so’ stato bloccato dalla scarlattina…do you remember mami quando ho ricevuto la scarlattina? You don’t remember?
Un Americano a Roma  Alberto Sordi   

Americà, facce Tarzan...!
Un Americano a Roma  Alberto Sordi   

No, no, non si può stare sempre a guardare!
Tutti a casa  Alberto Sordi   

Mica ci arrivo a casa.
E come no? Ti ci porto io, in braccio!
Eh, altro che licenze questa volta...
Congedo illimitato!
Tutti a casa  Alberto Sordi   

Alberto Sordi e un amico sono in viaggio in macchina. Amico: 'I viaggi sono belli solo nei ricordi, perché tutto sembra bello nei ricordi'.
Una botta di vita  Alberto Sordi   

Alberto Sordi in un ristorante pieno di anziani dice ad un amico: 'Ma perché io da quando ho perso la gamba magno sempre?'. L'amico: 'E' dovuto ad una mancanza di affetto'. Sordi: 'Allora queste persone sono tutti mancanti di affetto? Ammázza quanto magna sta vecchia... ma che é?!? orfana?'.
Una botta di vita  Alberto Sordi   

A me m'ha bloccato la malattia...
Un Americano a Roma  Alberto Sordi   

 21 frasi di 'Alberto Sordi' su 29 in archivio  (Licenza foto: Pubblico dominio)


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