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Frasi di Ezio Bosso
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La scheda di Ezio Bosso
Pianista, compositore e direttore d'orchestra italiano
Nascita: Torino il 13/9/1971+ Età e Segno
Nato a Torino il 13 settembre del 1971, Ezio Bosso si avvicina alla musica all'età di soli quattro anni, grazie alla prozia pianista e al fratello musicista, debuttando poi a 16 anni come solista in Francia. Dopo gli studi di Composizione e Direzione d'Orchestra all'Accademia di Vienna, terminati negli anni '90, diventa direttore d'orchestra e comincia a lavorare nelle più grandi città del mondo come Sydney, New York, Londra, Roma e Madrid, dirigendo anche filarmoniche e numerosi gruppi da camera. Nel corso della sua carriera Bosso firma diverse opere come compositore e scrive numerose colonne sonore per i film del regista Gabriele Salvatores, tra cui i celebri "Quo Vadis Baby", "Io Non Ho Paura" e "Il Ragazzo Invisibile" e vince importanti riconoscimenti come come il Green Room Award in Australia o il Syracuse NY Award in America. Nel 2011 scopre di essere affetto dalla SLA, malattia che non limita però la sua creatività. Nel 2014 debutta con la sua “Fantasia per Violino e Orchestra” alla testa di London Symphony Orchestra, mentre nel 2015 è stato scelto dall'Università Alma Mater di Bologna per comporre e dirigere una composizione dedicata alla Magna Charta dell'Università. Lo stesso anno esce “The 12th Room”, il suo primo disco ufficiale di Bosso come solista. Il 10 febbraio 2016 il celebre compositore è ospite nella seconda serata del 66esimo Festival della Canzone Italiana di Sanremo, condotto da Carlo Conti.
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La più letta di “Ezio Bosso”
Nel febbraio di cinque anni fa mi è stata diagnosticata la malattia. Non amo molto parlare di quel momento. Ma da allora sono diventato una persona più lenta, uno dei motivi per cui avevo paura di andare al Festival. Non sono abituato ai tempi stretti. Ogni giorno ho la costante necessità di riconoscere il mio corpo, capire come assecondarlo. Sono stati modificati i tasti del mio amato pianoforte. Sono più leggeri, nelle dita ho meno forza. Ma la cosa non mi dispiace: tanto li accarezzo.
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La musica è come la vita, si può fare in un solo modo, insieme.
Ezio Bosso   Inserita: 12/02/2016

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Noi uomini tendiamo a dare per scontate le cose belle. La vita è fatta di dodici stanze: nell’ultima, che non è l’ultima, perché è quella in cui si cambia, ricordiamo la prima. Quando nasciamo non la possiamo ricordare, perché non possiamo ancora ricordare, ma lì la ricordiamo, e siamo pronti a ricominciare e quindi siamo liberi.
Ezio Bosso   Inserita: 11/02/2016

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Al centro di tutto per me c'è solo la musica.
Ezio Bosso   Inserita: 11/02/2016

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La mia malattia non mi ferma, ora accarezzo il piano.
Ezio Bosso   Inserita: 11/02/2016

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Non ho più guardato al futuro, solo alla fine della giornata. Fa paura, il futuro. Fa paura pensare di averlo, e per questo ho imparato a ridisegnare il mio orizzonte. So che il mio corpo cade, e io cado. Si dice che se si cade ci si rialza, ma io non lo so se un giorno mi rialzo più. Però non mi importa. Non è una difesa, davvero non mi importa. Io sono fortunato: ogni giorno che ho guadagnato, ogni sguardo che ho ricevuto, ogni affetto che ho saputo dare, ogni piatto che ho cucinato è la mia vita
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Cinque anni fa avevo anche deciso di dire ciao ciao a tutti. Non sapevo come affrontare la patologia e l’alieno nel cervello insieme: era un po’ troppo. Poi il mio medico, che è un amico, mi ha aiutato a resistere. Il mio timore più grande era non essere più autosufficiente. Io vivo da solo e di quello che stava succedendo non avevo detto niente a nessuno. L’ho fatto quando, per le terapie, ho perso 40 kg e sono andato a stare da mio fratello. È stato un momento difficile: ti accorgi che gli altri vedono il tuo cambiamento e soffrono perché non lo accettano. Ma succedono anche cose buffe: torni a essere una specie di neonato e la gente ti parla nei modi più strani. Uno grida e tu vorresti dire: guarda che non sono sordo. L’altro ti parla solo coi verbi all’infinito: andare, mangiare, l’altro ancora come se fossi un bebè. Il dolore più grande è stato quando l’ha saputo Anna Maria, la mia ex compagna, che per me è ancora famiglia. Ci siamo lasciati proprio per mantenere l’amore. Ma anche al suo dolore ho resistito: ho interrotto pochissimi libri nella mia vita, mi piace vedere come vanno a finire le storie. Voglio vedere anche come va a finire la mia.
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Noi siamo composti da storie, e non ci sono storie belle o brutte. Però hanno dei colori: possono essere tristi, disperate, allegre. Quello che bisogna evitare sono le storie noiose. Il mio disagio è per me occasione di non annoiarmi mai.
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Fa paura quella stanza, perché è la stanza in cui non esisto più. È il posto in cui le persone che ti vogliono bene fanno fatica a entrare. La paura esiste, inutile negarlo. E il coraggio ha le stesse caratteristiche dell’amore: riconosce la paura e va oltre. La paura che provi non la picchi, ma la tieni, le prendi le misure. E dici: sì, io vado.
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 9 frasi di 'Ezio Bosso' su 12 in archivio  (Licenza foto: Televisione Streaming - CC BY 2.0 foto modificata)



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