
Frasi di Livio Berruti
chimico, velocista, dirigente sportivoNascita: Torino il 19/05/1939,
data morte il 09/08/2026Lic.foto: Pubblico Dominio
Il corridoio di casa, a Torino, dall'ingresso fino alla cucina. Nel marzo 2023, in un'intervista a Libero, raccontò che ogni tanto lo percorreva a passettini rapidi aggrappato al deambulatore e in fondo simulava la curva dei 200 metri, per entrare trionfante da sua moglie Silvia. La curva era il suo mestiere, e ci era arrivato per sbaglio: a Schio doveva fare da lepre a un compagno sui primi cento metri, si ritrovò in testa e tirò dritto. Prima c'erano stati il liceo Cavour, una sfida improvvisata all'ora di ginnastica nel 1956, il tennis lasciato in fretta e la chimica, iniziata a Padova e chiusa con la laurea a Torino. Si allenava poco e lo ammetteva: tre sedute alla settimana, riscaldamento saltato, molte pause. Il 3 settembre 1960, allo Stadio Olimpico, corse semifinale e finale dei 200 metri nell'arco di due ore, entrambe in 20'5, primo europeo a togliere quel titolo agli americani; nell'attesa restò negli spogliatoi con un'aranciata e un libro di chimica organica. Poi Tokyo 1964, Città del Messico 1968, il ritiro nel 1969, la pubblicità, la Zegna e venticinque anni in Fiat, dal 1973 al 1998. Dal 2004 fu vicepresidente della Fidal Piemonte, e presiedeva la Fondazione Arte Nova, dedicata alla tutela del Liberty. L'8 agosto 2026 Giovanisport pubblicava una sua lunga intervista sul dilettantismo e sulla curiosità; morì il giorno dopo, in una clinica torinese, a ottantasette anni.
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Nome Livio 20 FRASI E CITAZIONI DI LIVIO BERRUTI