Come osservare un'eclissi di sole in sicurezza?

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Sotto un albero, durante un'eclissi parziale, l'ombra cambia disegno: al posto delle solite chiazze di luce compaiono decine di piccole falci, tutte inclinate nello stesso verso. Gli spazi fra le foglie si comportano da fori e proiettano a terra l'immagine del Sole morso dalla Luna. È questa l'osservazione più sicura che esista per un eclissi, e non costa niente.

L'unico filtro che il Ministero della Salute considera sicuro
Per guardare direttamente il disco solare il Ministero della Salute indica un solo strumento: gli occhialini da eclissi certificati secondo la norma ISO 12312-2. Tutto il resto è escluso, e l'elenco ministeriale è esplicito: occhiali da sole, anche indossati uno sopra l'altro, pellicole radiografiche, filtri artigianali, occhiali da saldatore, mirini di fotocamere. Un visore per eclissi è migliaia di volte più scuro di una lente da sole: guardandoci attraverso non si distingue nulla tranne il Sole. Il documento segnala anche che bambini e ragazzi corrono un rischio maggiore, perché la loro retina è più vulnerabile e la curiosità li spinge a guardare in alto.

La sigla stampata sulla stanghetta non basta
La dicitura ISO può comparire anche su prodotti mai verificati. Meglio scegliere visori con nome del produttore, istruzioni e dichiarazione di conformità alla EN ISO 12312-2:2015. Poi un controllo di trenta secondi: si osserva il filtro in controluce verso una lampada, mai verso il Sole. Se compaiono fori, crepe, graffi profondi o zone in cui la pellicola si è staccata dal supporto, il visore si butta.

Il filtro va davanti all'obiettivo, mai sull'oculare
È l'errore che gli astronomi temono di più. Binocoli, telescopi e teleobiettivi concentrano la luce raccolta: un filtro montato dietro, all'altezza dell'occhio, si scalda e può cedere in pochi secondi proprio mentre si sta guardando. Il filtro solare va fissato davanti all'obiettivo, sul lato rivolto al Sole, come ricorda l'INAF nelle indicazioni diffuse dall'Osservatorio Astrofisico di Torino. Lo stesso vale per smartphone e reflex. E gli occhialini non autorizzano ad avvicinare l'occhio a un telescopio privo di filtro: sotto uno strumento ottico si sciolgono.

Il Sole basso sull'orizzonte inganna
Con il disco quasi appoggiato all'orizzonte la luce sembra sopportabile e viene spontaneo fissarlo. C'è poi un'altro aspetto che sfugge quasi a tutti: la retina non possiede recettori del dolore. Un danno da retinopatia solare non si avverte mentre si produce, e i sintomi — una macchia sfocata al centro del campo visivo, i colori alterati — possono comparire ore più tardi. Serve quindi un orizzonte occidentale libero, e conviene consultare le mappe INAF, che tengono conto anche dei rilievi. Se le nuvole rovinano i piani, la diretta INAF-UAI-PLANit parte alle 19:30.

Gli occhialini integri non sono usa e getta: conservati piatti, all'asciutto e al buio, restano utilizzabili alla prossima occasione. Che per l'Italia è vicinissima, il 28 agosto 2026, con un'eclissi parziale di Luna: quella sì osservabile a occhio nudo, senza alcun filtro.

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Tag: Eclissi  Sole  









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