Come pulire le tapparelle in modo veloce e sicuro?
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Le tapparelle richiedono pulizia periodica per smog, pioggia e polvere

Le tapparelle richiedono pulizia periodica per smog, pioggia e polvere

Ci pensiamo poco perché le tapparelle stanno lì, ogni giorno, silenziose, finché un raggio di sole non rivela quella patina grigia che prima sembrava invisibile. Ed è allora che ci si chiede: come si puliscono davvero le tapparelle? Non solo all’interno, dove basta un panno, ma anche fuori, dove si accumula di tutto – smog, pioggia, polvere, a volte perfino un velo di sale, se si vive vicino al mare.

Io di solito comincio con una cosa semplice: abbasso del tutto la tapparella e passo un panno umido con acqua tiepida e un goccio di detergente neutro. Niente di aggressivo, perché le lamelle si graffiano facilmente, soprattutto quelle in PVC. Però mentre lo faccio, ogni volta mi viene da pensare a chi ha inventato un sistema così poco pratico da pulire. Forse non ci pensavano proprio, quando le progettavano.

Se invece c’è molto sporco, di quello che si incrosta col tempo, un vecchio spazzolino da denti può diventare un alleato. Entra nelle fessure, toglie i residui, ma bisogna avere pazienza. Ecco, la pazienza serve parecchio con le tapparelle. A volte uno pensa: “Ma chi me lo fa fare?”. Poi guarda il risultato – e sì, un po’ di soddisfazione arriva.

Quando si riesce ad accedere anche alla parte esterna, magari aprendo la finestra e fermandosi con cautela, conviene spruzzare dell’acqua con uno spruzzino e usare una spugna morbida. Qualcuno usa anche il vapore, ed effettivamente funziona bene, ma non su tutte le superfici: l’alluminio, per esempio, sopporta male il calore diretto.

Una cosa che non faccio mai (ma che vedo fare spesso) è usare l’idropulitrice. L’acqua in pressione entra dappertutto, anche nei meccanismi interni, e alla fine il rischio è di rovinare più che pulire. Meglio un approccio più lento ma sicuro. C’è anche chi smonta la tapparella, ma serve tempo, spazio e una buona dose di voglia di complicarsi la giornata.

Se le tapparelle sono molto vecchie, con la polvere che si è quasi “fusa” al materiale, può servire una miscela fatta in casa: acqua, aceto e un cucchiaio di bicarbonato. Non profuma come i detersivi moderni, però scioglie bene lo sporco. Certo, poi tocca passare un panno asciutto per evitare le alonature.

Mi è capitato di chiedermi se abbia senso farle pulire da un professionista. Perché in certi casi, soprattutto nei piani alti, non è una questione di voglia, ma di sicurezza. Se sporgersi diventa un rischio, meglio lasciar perdere.

Eppure c’è qualcosa di piacevole nel farlo da soli. Forse è il gesto ripetitivo, o quella sensazione di riportare in ordine qualcosa che si dava per perso. Le tapparelle pulite fanno entrare più luce, o almeno sembra così. E in fondo la luce, quando rimbalza su lamelle pulite, cambia tutto: l’aria della stanza, l’umore, perfino il modo in cui si guarda la giornata.

Alla fine, la vera fatica non è tanto pulirle, quanto ricordarsi di farlo ogni tanto. Perché ci si accorge sempre troppo tardi, e allora tocca rimediare in fretta. Ma forse va bene così: un piccolo rituale domestico, che interrompe la routine. E ti ricorda che la casa, per quanto silenziosa, ha bisogno di essere ascoltata anche nei dettagli più banali – come una tapparella impolverata che chiede, senza parlare, un po’ di attenzione.

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Tag: Pulizie  Vetri  Casa  









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