Cosa vuol dire Papa emerito?

Per lungo tempo nella storia della Chiesa cattolica il papa restava tale fino alla morte, senza alternative. Eppure oggi esiste questa definizione: Papa emerito. Ma che cosa significa davvero?
In sostanza il termine indica un pontefice che ha rinunciato volontariamente al pontificato ma conserva il titolo onorifico legato alla sua precedente funzione. Non è più il capo della Chiesa cattolica, ma resta comunque una figura che ha ricoperto quel ruolo. In un certo senso è una condizione simile a quella di altri incarichi ecclesiastici: quando un vescovo lascia la guida di una diocesi per età o scelta personale, diventa vescovo emerito. Con il papa però la cosa suona molto più insolita, proprio per la rarità dell'evento.
Il caso più noto, e praticamente l'unico nella storia recente, riguarda Benedetto XVI. Nel febbraio del 2013 annunciò la sua decisione di dimettersi dal pontificato, spiegando che le forze fisiche non gli permettevano più di svolgere adeguatamente il ministero. Fu un momento sorprendente, quasi inatteso per molti fedeli. Non succedeva da secoli che un papa lasciasse il proprio incarico per scelta personale.
Da quel momento Joseph Ratzinger assunse il titolo di Papa emerito, mantenendo alcuni elementi simbolici del suo ruolo precedente, come il nome pontificale e l'abito bianco, ma senza esercitare alcuna autorità di governo nella Chiesa. Il potere e la guida spirituale passavano completamente al nuovo pontefice eletto dal conclave, cioè Papa Francesco.
Vale la pena chiarire un punto che spesso crea confusione. Il Papa emerito non è una sorta di “secondo papa”. Non governa la Chiesa, non prende decisioni ufficiali e non partecipa alla gestione del Vaticano. Il suo ruolo è piuttosto quello di una figura ritirata, dedicata soprattutto alla preghiera e allo studio. In effetti Benedetto XVI trascorse gli anni successivi alle dimissioni in una vita molto discreta all'interno del Vaticano.
Il termine emerito deriva dal latino “emeritus”, che significa letteralmente chi ha terminato il proprio servizio. È una parola usata in molti ambiti, anche universitari: un professore emerito, per esempio, è un docente che ha concluso la carriera ma conserva il titolo come riconoscimento del lavoro svolto.
Nel caso del pontefice la situazione resta comunque particolare. La tradizione cattolica non aveva mai sviluppato una vera struttura per gestire un papa che si ritira. Per questo la figura del Papa emerito nasce un po' come una soluzione nuova, costruita strada facendo. Alcuni aspetti sono stati definiti nel tempo, altri restano ancora piuttosto informali.
C'è poi una curiosità che spesso viene notata dagli osservatori. Per diversi anni il mondo ha avuto contemporaneamente due figure papali visibili: il pontefice regnante e il Papa emerito. Una situazione inedita nella storia moderna della Chiesa, e che all'inizio ha suscitato parecchie domande. Con il passare del tempo, però, la convivenza dei due ruoli si è dimostrata più semplice di quanto qualcuno temesse.
Domande frequenti
In sostanza il termine indica un pontefice che ha rinunciato volontariamente al pontificato ma conserva il titolo onorifico legato alla sua precedente funzione. Non è più il capo della Chiesa cattolica, ma resta comunque una figura che ha ricoperto quel ruolo. In un certo senso è una condizione simile a quella di altri incarichi ecclesiastici: quando un vescovo lascia la guida di una diocesi per età o scelta personale, diventa vescovo emerito. Con il papa però la cosa suona molto più insolita, proprio per la rarità dell'evento.
Il caso più noto, e praticamente l'unico nella storia recente, riguarda Benedetto XVI. Nel febbraio del 2013 annunciò la sua decisione di dimettersi dal pontificato, spiegando che le forze fisiche non gli permettevano più di svolgere adeguatamente il ministero. Fu un momento sorprendente, quasi inatteso per molti fedeli. Non succedeva da secoli che un papa lasciasse il proprio incarico per scelta personale.
Da quel momento Joseph Ratzinger assunse il titolo di Papa emerito, mantenendo alcuni elementi simbolici del suo ruolo precedente, come il nome pontificale e l'abito bianco, ma senza esercitare alcuna autorità di governo nella Chiesa. Il potere e la guida spirituale passavano completamente al nuovo pontefice eletto dal conclave, cioè Papa Francesco.
Vale la pena chiarire un punto che spesso crea confusione. Il Papa emerito non è una sorta di “secondo papa”. Non governa la Chiesa, non prende decisioni ufficiali e non partecipa alla gestione del Vaticano. Il suo ruolo è piuttosto quello di una figura ritirata, dedicata soprattutto alla preghiera e allo studio. In effetti Benedetto XVI trascorse gli anni successivi alle dimissioni in una vita molto discreta all'interno del Vaticano.
Il termine emerito deriva dal latino “emeritus”, che significa letteralmente chi ha terminato il proprio servizio. È una parola usata in molti ambiti, anche universitari: un professore emerito, per esempio, è un docente che ha concluso la carriera ma conserva il titolo come riconoscimento del lavoro svolto.
Nel caso del pontefice la situazione resta comunque particolare. La tradizione cattolica non aveva mai sviluppato una vera struttura per gestire un papa che si ritira. Per questo la figura del Papa emerito nasce un po' come una soluzione nuova, costruita strada facendo. Alcuni aspetti sono stati definiti nel tempo, altri restano ancora piuttosto informali.
C'è poi una curiosità che spesso viene notata dagli osservatori. Per diversi anni il mondo ha avuto contemporaneamente due figure papali visibili: il pontefice regnante e il Papa emerito. Una situazione inedita nella storia moderna della Chiesa, e che all'inizio ha suscitato parecchie domande. Con il passare del tempo, però, la convivenza dei due ruoli si è dimostrata più semplice di quanto qualcuno temesse.
In definitiva il Papa emerito è, potremmo dirlo così, un pontefice che ha scelto di farsi da parte pur mantenendo memoria e dignità del suo servizio. Una figura rara, quasi eccezionale.
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