Perché si dice 'Per un punto perse la cappa' e che cosa significa?
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L'espressione suona antica, un po' ironica, ma il senso arriva ancora oggi: si dice quando un dettaglio minuscolo manda all'aria un risultato che sembrava gia a portata di mano, oppure quando un errore apparentemente banale produce conseguenze molto più grandi del previsto. Treccani registra infatti il proverbio con il valore di chi perde un vantaggio o non riesce in un'impresa per un ostacolo minimo.

Il nucleo del modo di dire ruota attorno a Martino, o Martin in una forma più antica del proverbio. Secondo la tradizione, questo religioso avrebbe compromesso la propria posizione per colpa di un punto messo male in un'iscrizione. Il testo doveva esprimere apertura e accoglienza verso le persone oneste; invece, per via della punteggiatura, il senso si sarebbe capovolto, facendo apparire il messaggio duro, quasi ostile. E da li, appunto, la beffa: per un solo punto, Martino avrebbe perso la dignità o la carica rappresentata dalla cappa, che non era un semplice indumento ma una veste legata al ruolo ecclesiastico. Va detto che più che una cronaca verificata in ogni dettaglio, questa e una storia tramandata, una specie di piccolo racconto morale entrato nella lingua comune.

Il bello, se cosi si puo' dire, e che questo proverbio non parla solo di monasteri e latino. Parla di noi, anche adesso. Basta una virgola fuori posto, un numero scritto male, una parola ambigua in un messaggio, ed ecco il pasticcio. Non stupisce quindi che l'espressione sia sopravvissuta: oggi il proverbio viene usato proprio quando un niente pesa moltissimo. Un punto, in fondo, è minuscolo davvero. A volte decide il senso di una frase, l'esito di una prova, persino il tono con cui veniamo capiti.

Domande e curiosità

Chi era Martino nel proverbio?
Nella tradizione e un monaco, o comunque un religioso, legato alla storia del proverbio. Non emerge come figura storica ben documentata in ogni dettaglio, più che altro resta un personaggio proverbiale.

Che cos'era la cappa?
La cappa era un mantello o una veste di rilievo, collegata anche alla dignità del ruolo. Nel detto non indica la cappa della cucina, ovviamente, ma un segno concreto della carica che Martino avrebbe perso.

Il proverbio parla davvero di un errore di punteggiatura?
Si, il cuore del racconto e proprio questo. In una delle versioni tramandate, un punto spostato cambia il senso di un'iscrizione da accogliente a respingente. Ed e da questo scarto minimo che nasce tutta la storia.

Si dice ancora oggi oppure suona troppo antico?
Si dice ancora, magari non tutti i giorni, ma funziona benissimo quando vuoi far capire che un particolare piccolo ha rovinato qualcosa di importante. Ha un sapore antico, vero, pero si capisce al volo.

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