Perché si dice Occhio alla penna?
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Non sai quando l'hai sentita la prima volta, ma sai esattamente quando usarla: prima che qualcuno firmi qualcosa di fretta, prima di una mossa azzardata, quando l'aria si fa pesante e conviene tenere gli occhi aperti. "Occhio alla penna" funziona così, come un campanello. Quello che quasi nessuno sa è che la penna del detto non ha niente a che vedere con quella per scrivere.
Il punto più alto dell'albero
Nel linguaggio dei marinai la penna è l'estremità superiore dell'antenna, l'asta inclinata che regge la vela latina. È lassù che un equipaggio esperto guarda per primo: il modo in cui quel vertice reagisce al vento anticipa una raffica, un cambio di direzione, un guaio in arrivo. Da qui l'avvertimento al timoniere, secco e immediato. Tieni d'occhio quel punto, perché di lassù arriva la sorpresa.
La testimonianza più solida la fornisce il Vocabolario marino e militare di Alberto Guglielmotti, pubblicato nel 1889. Alla voce occhio il dizionario registra l'espressione come «avviso di por mente al pennello del mostravento per ben governarsi nella navigazione». Qui spunta una distinzione che molti saltano: il pennello è la banderuola fatta di piume leggere montata in alto sui bastimenti per leggere la direzione del vento. Guardare la penna, in pratica, voleva dire leggere il pennello. Le due parole, nel gergo di bordo, finivano per coincidere.
La pista degli arcieri
C'è una seconda spiegazione che gira da sempre e tira in ballo il tiro con l'arco. La penna sarebbe quella sistemata sulla cocca della freccia: le piume che stabilizzano il volo dopo lo scocco. Un arciere che vuole colpire deve curarne posizione e orientamento, accostando l'occhio per prendere la mira. L'immagine è suggestiva e si presta bene al significato di "stai attento", però va presa con prudenza: le fonti lessicografiche serie ancorano l'origine al mondo del mare, mentre la versione arcieristica circola soprattutto nella tradizione orale e nei repertori divulgativi, senza la stessa solidità documentaria. Non è da buttare, ma sta su un gradino più basso.
Il punto più alto dell'albero
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La testimonianza più solida la fornisce il Vocabolario marino e militare di Alberto Guglielmotti, pubblicato nel 1889. Alla voce occhio il dizionario registra l'espressione come «avviso di por mente al pennello del mostravento per ben governarsi nella navigazione». Qui spunta una distinzione che molti saltano: il pennello è la banderuola fatta di piume leggere montata in alto sui bastimenti per leggere la direzione del vento. Guardare la penna, in pratica, voleva dire leggere il pennello. Le due parole, nel gergo di bordo, finivano per coincidere.
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