Perché si dice Pinco Pallino?
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Quando si dice pinco pallino, in genere non si sta parlando di una persona precisa, ma di un nome inventato, comodo, quasi di servizio. Lo si usa per indicare qualcuno qualunque, una figura generica, non importante ai fini del discorso, oppure un personaggio tirato in ballo solo per fare un esempio. E già qui si capisce una cosa interessante: l'espressione non nasce tanto per descrivere una persona reale, quanto per riempire uno spazio nel linguaggio, come fanno certe formule che tutti comprendono al volo. Treccani la registra infatti come nome fittizio riferito a una persona sconosciuta, ipotetica o di nessun conto.

Il punto curioso, semmai, è un altro: perché proprio queste due parole? Su questo la faccenda si fa meno netta. La parte davvero sicura non è tanto la nascita precisa della formula, quanto il suo uso. Per pinco pallino i dizionari chiariscono bene la funzione, mentre l'origine di pinco resta indicata come etimo incerto. E questo spiega anche perché, attorno all'espressione, girino ipotesi diverse, spesso suggestive ma non sempre solide. In pratica, sappiamo benissimo come la usiamo, un po meno da dove sia spuntata in modo definitivo.

Una spiegazione abbastanza convincente, anche se non matematica, sta nel suono. Pinco pallino ha una cadenza memorabile, quasi giocosa, con quella ripetizione iniziale che la rende facile da ricordare e da infilare in una frase. Non è un caso che molte espressioni popolari funzionino cosi: hanno ritmo, si appoggiano bene alla voce, sembrano nate per circolare. Pallino, poi, aggiunge una sfumatura leggera, quasi caricaturale. Non serve che significhi qualcosa di preciso: basta che suoni bene accanto a pinco. E infatti la forza della formula sta soprattutto li, nel fatto che sembra un nome e insieme non lo è davvero.

Col tempo l'espressione ha preso anche una tonalità ironica, dire che una cosa l'ha detta o fatta pinco pallino significa spesso ridurne il peso, come a dire: non una figura autorevole, non qualcuno di centrale, ma una persona qualsiasi. Anche l'Accademia della Crusca la usa in un esempio pratico, proprio per mostrare un nome generico inserito in un contesto comune, segno che la formula è entrata da tempo nell'uso corrente e capito da tutti senza bisogno di spiegazioni.

In fondo il motivo per cui si dice pinco pallino è questo: la lingua ha bisogno, ogni tanto, di nomi immaginari che sembrino veri ma vuoti abbastanza da andare bene per chiunque.

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