Poesia di Gabriele D'Annunzio
I pastori
Settembre, andiamo. È tempo di migrare.
Ora in terra d'Abruzzi i miei pastori
lascian gli stazzi e vanno verso il mare:
scendono all'Adriatico selvaggio
che verde è come i pascoli dei monti.

Han bevuto profondamente ai fonti
alpestri, che sapor d'acqua natia
rimanga ne' cuori esuli a conforto,
che lungo illuda la lor sete in via.
Rinnovato hanno verga d'avellano.

E vanno pel tratturo antico al piano,
quasi per un erbal fiume silente,
su le vestigia degli antichi padri.
O voce di colui che primamente
conosce il tremolar della marina!

Ora lungh'esso il litoral cammina
La greggia. Senza mutamento è l'aria.
Il sole imbionda sì la viva lana
che quasi dalla sabbia non divaria.
Isciacquio, calpestio, dolci romori.

Ah perché non son io co' miei pastori?
 Gabriele D'Annunzio  

VOTA questa poesia
2
100%
0
0%
Condividi su Facebook
Informazioni sulla poesia
Questa poesia è stata visualizzata 1969 volte.
E' stata votata 2 volte.
E' stata pubblicata in data 04/05/13.
E' lunga 876 caratteri.

La scheda dell'autore: Gabriele D'Annunzio
Gabriele D'Annunzio, Scrittore, poeta, drammaturgo, giornalista e politico
Nascita: Pescara il 12/3/1863data morte il 1/3/1938

A soli sedici anni, mentre frequenta un rinomato liceo di Prato, pubblica “Primo vere”, sua prima raccolta di poesie. Sfacciato e disinibito si da giovane, si sposta a Roma per proseguire gli studi mai terminati in Lettere; qui lavora per un decennio come giornalista e sposa la duchessa Maria Hardouin da cui ha tre figli. E' in .. Continua »

Altre frasi di Gabriele D'Annunzio     Altre frasi Poesie (Licenza foto: Pubblico dominio)

Ricerca
Parola, Autore, Film..

Frasi PaginaInizio.com
© Frasi Paginainizio
Adv Solutions SRL  (Dal 2005)
Home Frasi | Barzellette | Webmaster frasi | Cont@tti
Frasi su Facebook