Modi di dire
Modi di dire
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I modi di dire sono entrati a far parte del linguaggio comune e sono considerati un vero patrimonio di ogni lingua e cultura. Alcune frasi fatte o idiomatiche vantano origini antiche e nobili, altre hanno conseguito notorietà grazie al linguaggio della comunicazione mediatica e traggono origine dal mondo cinematografico, televisivo o pubblicitario. In questa sezione vi illustreremo il loro significato e tutte le curiosità sulle origini.
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Mettere il dito nella piaga
Capire esattamente il punto debole di una questione, la causa di una situazione, la cosa più importante di un problema e simili. Si utilizza anche quando l'argomento che si va a trattare è scomodo per l'interlocutore e si va a toccare un tasto dolente e sgradito.
Inserita: 14/03/2021

E' un leone da tastiera
Si tratta di un modo di dire recente, quindi un neologismo della lingua italiana per riferirsi ad una persona che sui social media o su altre piattaforme del web, interagisce con aggressività e arroganza nelle parole, mostrando un coraggio da leone che nasce esclusivamente dal distacco dato da Internet e dal fatto che la conversazione è a distanza oppure dettata dal fatto che la persona rimane anonima. Probabilmente infatti queste persone non avrebbe gli stessi modi di fare e la stessa sicurezza in uno scambio di opinioni faccia a faccia.
Inserita: 12/03/2021

Canto del Cigno
Si definisce così l'ultima interpretazione di un'opera da parte di un artista, solitamente la più bella e memorabile. Il termine deriva dalle usanze del Cigno, che è solito emettere un canto armonioso proprio prima di morire.
Inserita: 04/08/2020

Ne resterà uno solo
Si usa per ironizzare su una situazione difficile, con competizione fra due o più persone. Il modo di dire deriva dal noto film Higlander del 1986 (e sequel), che narra le vicende di un combattente immortale che deve combattere senza sosta per eliminare i suoi simili, fino a quando non ne resterà "uno solo".
Inserita: 16/07/2020

Perdersi in un bicchier d'acqua
L'espressione “Perdersi in un bicchier d'acqua”, ma anche “Annegare in un bicchier d'acqua” o “Affogare in un bicchier d'acqua” si usa in riferimento ad una persona che non riesce a superare anche le difficoltà più elementari o banali, apparentemente insormontabili e di fronte alle quali si arrende subito.
La situazione viene paragonata a chi affoga in un quantitativo di acqua minimo, come quello contenuto in un bicchiere.
Inserita: 21/01/2016

Avere l'argento vivo addosso
E' un modo di dire che solitamente viene utilizzato per descrivere dei bambini agitati; chi ha l'argento vivo addosso è infatti una persona che è in continuo movimento, vuoi per dinamicità, vuoi anche per un senso di irrequietezza.
L'espressione si origina dalla scienza, infatti per “argento vivo” si intende il mercurio che ha come caratteristica un moto continuo, una goccia di mercurio posta su un piano non potrà mai essere presa perché si sposta rapidamente da una parte all'altra.
Inserita: 02/07/2015

Capro espiatorio
Il capro espiatorio è colui che si addita nei casi di colpe scomode o eventi sfortunati, quali disgrazie per esempio. Il capro espiatorio può essere una singola persona o un gruppo di persone che vengono ritenute responsabili dall'inconscio altrui per liberarsi da una preoccupazione o sofferenza.
Le origini di questo modo di dire sono bibliche, infatti risale alle celebrazioni dello Yom Kippur durante le quali si addossavano i peccati del popolo d'Israele ad un capro, il quale veniva quindi fatto allontanare da Gerusalemme e successivamente veniva fatto cadere giù da una rupe.
Inserita: 05/06/2015

Nascere con la camicia
E' un'espressione che viene usata rivolgendosi a persone che sono sempre state fortunate, fin dalla nascita; una persona nata con la camicia è generalmente una persona benestante a cui va sempre tutto bene e non si ritrova ad affrontare situazioni scomode.
Il modo di dire risale ad un'antica credenza del Medioevo, all'epoca infatti si ritenevano fortunati i bambini che venivano al mondo con addosso parte del sacco amniotico. Il principio oggi è lo stesso, ma invece che di liquido amniotico si parla di camicia.
Inserita: 05/05/2015

Fare le cose alla carlona
Riferirsi ad un'azione compiuta indicandola come una cosa fatta alla carlona significa dire che mancano eleganza e precisione, che si è fatto qualcosa in maniera grossolana.
Il detto tra origine dalle abitudini di Carlo Magna perché, nonostante fosse un grande condottiero e un politico eccellente, in tutta la sua vita non divenne mai un cortigiano raffinato, i suoi modi quindi restarono sempre un po' rozzi e l'abbigliamento alla buona. Tutto questo lo ha reso un campione di semplicità.
Inserita: 08/04/2015

Noblesse oblige
Trattasi di un'espressione che deriva dal francese e che si traduce con "la nobiltà obbliga"; essa significa che l'appartenenza ad un alto rango sociale, nobile, richiede il rispetto di comportamenti precisi. Oggigiorno si usa, spesso anche in maniera ironica e scherzosa, per dare il buon esempio a chi occupa posizioni inferiori e per mettere in evidenza gli obblighi che la propria posizione di spicco comporta.
La locuzione è stata usata per la prima volta dal duca Pierre-Marc-Gaston de Lévis ne "Maximes et réflexions sur différents sujets".
Inserita: 05/03/2015

A Carnevale ogni scherzo vale
La festività del Carnevale viene fatta risalire ai saturnali, un ciclo di festività tipico della religione romana durante il quale vi era ogni tipo di concessione.
Erano giorni di puro divertimento e baldoria che prevedevano altresì un ribaltamento delle gerarchie sociali. Le persone erano dunque solite scambiarsi i ruoli, camuffare le proprie identità attraverso le maschere e fare ogni tipo di scherzo. Da qui e per questo è nato il detto “A Carnevale ogni scherzo vale”.
Inserita: 09/02/2015

Scheletro nell'armadio
Quando si parla di segreti inconfessabili, o di azioni vergognose commesse in passato si usa dire che si ha uno scheletro nell'armadio. Tale espressione indica una condizione dannosa per la reputazione di una persona e molti letterati inglesi l'hanno utilizzata nelle proprie opere.
Tuttavia, l'origine di questo detto è francese ed è stata scoperta dallo studioso Bernard Delmay. "Avere uno scheletro nell'armadio" risale al 1792, anno in cui venne scoperto un armadio segreto del conte di Mirabeau contenente dei documenti che palesavano il suo tradire insieme al Re la causa della Rivoluzione Francese.
La notizia fu un vero e proprio scandalo e venne creata una vignetta satirica con Mirabeau disegnato come uno scheletro dentro un armadio che custodiva i suoi importanti documenti che nessuno doveva trovare.
Inserita: 11/01/2015

Verba volant, scripta manent
Si tratta di una locuzione latina che si traduce con "le parole volano via, gli scritti rimangono" e che suggerisce quindi di mettere nero su bianco i propri pensieri così da non far portare via dal vento le parole.
Tuttavia, tale modo di dire si è originato in maniera del tutto opposta; quando lo pronunciò Caius Titus al senato romano infatti, la maggior parte della popolazione era analfabeta e per questo si preferiva la diffusione orale a quella scritta.
Inserita: 09/12/2014

Per aspera ad astra
E' la diminuzione della frase latina 'per aspera sic itur ad astra' di Seneca che letteralmente si traduce con 'attraverso le asperità alle stelle'. Con tale espressione si vuole dire quindi che solo attraverso la fatica si può raggiungere il successo.
Lucio Anneo Seneca utilizzò queste parole nell'opera 'Hercules furens' dove narrava le celebri dodici fatiche di Ercole che l'eroe dovette sopportare e superare per arrivare alla fama eterna.
Inserita: 02/11/2014

Qui casca l'asino!
Tale espressione si usa per indicare un punto critico, una situazione difficile da snodare. Talvolta viene utilizzata anche per sottolineare un inganno o un tranello.
L'asino è un animale forte e resistente che riesce ad affrontare percorsi impervi anche con carichi pesanti, ma anche lui raggiunge un limite e quando la difficoltà diventa eccessiva rischia di cadere. Da questo trae origine quindi il detto 'Qui casca l'asino!'.
Inserita: 08/10/2014

Dare il colpo di grazia
Con questa locuzione ci si riferisce ad un'azione definitiva, che porta alla distruzione di qualcosa o qualcuno, anche in senso ironico.
Tale modo di dire ha origini molto antiche, in passato infatti era riferito al colpo mortale che veniva inflitto ai combattenti feriti durante gli scontri armati. Si trattava quindi di un gesto caritatevole che evitava loro lunghe e inutili sofferenze prima del lento sopraggiungere della morte.
Inserita: 20/09/2014

Veni, vidi, vici
Trattasi di un'espressione latina che può essere tradotta con "venni, vidi, vinsi" e che è stata attribuita a Giulio Cesare. Tali parole vengono spese generalmente per commentare in modo ironico un successo facile, rapido, quasi scontato.
Plutarco e Svetonio che hanno ricordato la vita e le gesti di Giulio Cesare hanno messo nero su bianco che "veni, vidi, vici" fu da egli utilizzata dopo la rapida vittoria sul figlio del re del Ponto Mitridate, vale a dire Farnace, che ebbe luogo nel 47 a.C a Zela nel Ponto.
Inserita: 09/09/2014

E' tutto un altro paio di maniche
Tale espressione viene usata per porre l'attenzione sulla differenza tra due situazioni che sono talmente diverse da non poter essere paragonate tra loro.
L'origine del detto si rintraccia nel Medioevo quando dame e cavalieri erano soliti indossare abiti con maniche staccabili: le coppie di fidanzati se li scambiavano come pegno d'amore e l'avere delle maniche di diversi motivi, trame e colori conferivano loro un aspetto nuovo, non paragonabile appunto con quello precedente.
Inserita: 22/08/2014

Occhio per occhio, dente per dente
Con questa espressione ci si riferisce al modo di ripagare con la stessa moneta chi ci ha fatto un torto; è quindi una sorta di incitamento alla vendetta nella stessa misura dell'ingiustizia subita.
Tale frase è nota come lex talionis, cioè legge del taglione, e in passato era un vero e proprio diritto riconosciuto alle persone che avevano ricevuto un'offesa di infliggerne una pena uguale all'offensore. Presso le popolazioni antiche questa legge serviva a limitare le vendette private.
Inserita: 22/07/2014

All'acqua di rose
Tale espressione viene utilizzata per indicare un'azione compiuta in maniera superficiale, basilare, quindi con poca forza e incidenza. Qualcosa così ottenuto non può dunque avere un carattere duraturo.
L'origine si rifà al modo di distillare le essenze dei fiori, ma in particolare le rose, degli erboristi e dei profumieri: la prima distillazione è quella che ha meno vigore in quanto viene utilizzata più acqua; ha quindi meno profumo, come nel caso dell'acqua aromatizzata o del tonico.
Solo attraverso un secondo passaggio, cioè con una seconda distillazione, si ottiene un olio essenziale di rosa, che crea profumi resistenti e duraturi.
Inserita: 13/07/2014

Avere la faccia di bronzo
Con l'espressione "Avere la faccia di bronzo" o "faccia tosta", ci si riferisce ad una persona che non si vergogna e parla o compie un'azione coraggiosa, ma talvolta scomoda e azzardata, creando situazioni imbarazzanti.
La locuzione, entrata nel Dizionario della lingua italiana tra il 1861 e il 1874 con il significato di "audacia svergognata", trae origine dalla statua di metallo, che ovviamente non cambia mai espressione.
Inserita: 08/07/2014

Ora o mai più
Con questa espressione si vuole incoraggiare se stessi o gli altri ad agire subito, in modo da non perdere l'occasione del momento.
La frase nasce dalle parole del politico italiano Ettore Tolomei che, in un opuscolo pubblicato nel 1914, incitava i triestini e gli altoatesini a schierarsi e combattere come dei veri patrioti per difendere la loro appartenenza al territorio italiano. Il suo scritto si concludeva appunto con le parole "Ora o mai più", entrate in seguito nella storia.
Inserita: 03/07/2014

Di punto in bianco
Tale espressione viene utilizzata quando un evento si verifica improvvisamente, di colpo, senza preavviso e senza apparente connessione con l'azione precedente.
L'origine del detto si rintraccia nel gergo balistico francese dove con "de but en blanc" ci si riferiva al colpo di cannone sparato a zero, in orizzontale, che si rendeva possibile solamente a distanze ravvicinate e che era del tutto imprevedibile.
Inserita: 26/06/2014

Homo homini lupus
Trattasi di un motto latino che si traduce con “ogni uomo è lupo nei confronti degli altri uomini” e sta a significare l'istinto egoistico di tutti gli esseri umani.
Tale locuzione viene quindi utilizzata per esprimere un dissenso di fronte a un comportamento poco garbato e corretto verso il prossimo.
Uno dei primi utilizzi di questa espressione si è avuto nella commedia “Asinaria” da parte di Tito Maccio Plauto.
Inserita: 13/06/2014

Vivere sulla luna
Tale espressione è comunemente utilizzata per indicare una persona distratta, lontana quindi da una situazione reale che sta vivendo. Oltre al fatto che la Luna è un luogo lontano dalla terra, e per questo viene menzionata come luogo figurato dove potrebbe mentalmente trovarsi la persona alla quale il detto è riferito, il modo di dire nasce anche dall'Orlando Furioso, poema cavalleresco di Ariosto. Secondo l'autore quello che viene perduto sulla Terra, andrebbe a risiedere sulla Luna, come ad esempio il senno di alcuni dei personaggi protagonisti della storia.
Inserita: 08/06/2014

Cavallo di battaglia
Con tale espressione ci si riferisce ad una situazione o un argomento su cui si è molto preparati, forti e vincenti. Si tratta quindi del pezzo forte di una persona, attraverso il quale essa riesce a dare il meglio di sé. La frase nasce dall'antichità, quando il cavallo di battaglia era quello del re, o di colui che guidava l'esercito in guerra. Poiché il suo ruolo era particolarmente importante, anche il cavallo del condottiero doveva essere il migliore in quanto a obbedienza, forza e velocità. Era quindi ben curato e allevato, in modo tale da garantire una maggiore protezione e di conseguenza la salvezza di colui che guidava la truppa.
Inserita: 04/06/2014

Fare il fenomeno
Tale espressione significa mettersi in mostra, celebrare le proprie doti per vantarsi, nonché fare lo splendido.
L'origine della locuzione è greca: la parola phainòmenon vuol dire 'apparire', per questo chi fa il fenomeno è una persona che desidera apparire, farsi vedere e magari anche compiacere.
Inserita: 27/05/2014

Roba da chiodi
Con questa espressione si giudica assurda, spregevole e di pessima qualità una cosa o una situazione.
L'origine deriva dalla fabbricazione dei chiodi stessi: in passato questi venivano lavorati a mano utilizzando gli scarti di ferro; la “roba da chiodi” era quindi qualcosa privo di valore, fatto con gli avanzi.
Inserita: 22/05/2014

Se son rose fioriranno
Questa espressione è utilizzata quando si attende un giudizio, nel caso di una situazione incerta di cui ancora non si conosce l'esito.
La locuzione è motivata dal fatto che la pianta della rosa non è facilmente distinguibile sino al momento in cui i boccioli nascono e fioriscono.
Inserita: 14/05/2014

Tagliare la corda
Tale espressione è utilizzata per indicare una partenza rapida o piuttosto una fuga.
Sinonimo di 'Darsela a gambe', la locuzione deriva dell'antico gergo marinaresco, quando in caso di una necessaria partenza improvvisa, si usava tagliare la corda che teneva la nave attraccata, anziché scioglierla dalla bitta.
Inserita: 04/05/2014

Fare una filippica
Con quest'espressione si è soliti far riferimento a un discorso accusatorio, a un'invettiva contro una persona o un qualcosa di ben specifico; molto spesso viene utilizzata con ironia.
Le vere Filippiche sono le orazioni che Demostene tenne contro Filippo II di Macedonia intorno al 340 a.C per incitare gli ateniesi al combattimento. Nel 44-43 a.C poi fu Marco Tullio Cicerone a pronunciare delle Filippiche nei confronti di Marco Antonio.
Venne scelto questo nome per mettere in risalto le somiglianze con quelle di Demostene e l'analogia dell'ascesa del dittatore Filippo e quella di Marco Antonio.
Inserita: 01/05/2014

Farci una croce sopra
Vuol dire considerare conclusa una situazione, una questione. Molto spesso con tale espressione ci si riferisce a una relazione d'amore finita della quale si vorrebbe cancellare anche il solo ricordo, in modo tale da andare avanti senza più provare dolore.Viene talvolta usata anche in merito a perdite di vario genere o insuccessi.
L'origine deriva dalla la croce cimiteriale che è poi stata ripresa dai contabili, i quali annotavano una croce nei loro libri accanto ai nomi dei debitori insolventi, consci del fatto che non avrebbero più avuto indietro le cifre spettanti.
Inserita: 23/04/2014

Versare lacrime di coccodrillo
Con questa locuzione si fa riferimento a un pentimento inutile, o disinteressato: come il coccodrillo piange dopo il pasto, pentendosi di aver fatto una sciocchezza, così può succedere di lamentarsi e piagnucolare dopo aver compiuto un'azione sbagliata, dalla quale non è possibile tornare indietro.
L'origine di questa espressione è incerta, potrebbe derivare dal mito secondo cui gli occhi del coccodrillo siano spesso soggetti alla lacrimazione, specialmente durante il pasto. In realtà si tratta di una reazione fisiologica comune a tutti gli animali e necessaria per la pulizia dell'occhio, anche se nel coccodrillo questa risulta più accentuata quando rimane a lungo fuori dall'acqua.
Inserita: 15/04/2014

Sbarcare il lunario
Ai giorni d'oggi con questa espressione si è soliti indicare la riscossione dello stipendio, la buona riuscita di un'impresa non proprio facile.
Il lunario è l'antico calendario su cui venivano annotate anche le fasi lunari, utili per i raccolti degli agricoltori e i commerci dei marinai e con il verbo 'sbarcare' si intendeva dire 'arrivare', cioè giungere a compimento, a completamento di un anno.
Inserita: 01/04/2014

Fare tabula rasa
Questa espressione viene solitamente usata in occasione di un nuovo principio che avviene cancellando tutto ciò che vi era in precedenza.
La 'tabula rasa' è quindi la tavoletta di cera su cui scrivevano i romani, la quale veniva raschiata quando volevano scrivere qualcosa di nuovo.
Inserita: 25/03/2014

Tallone d'Achille
Con tale locuzione si vuole indicare il punto debole di una persona, un difetto che nessuno conosce e che quindi si tende a nascondere poiché rappresenta un limite.
L'espressione fa riferimento all'eroe omerico Achille che, pur essendo un valoroso guerriero, aveva un punto debole, ovvero il tallone. Sua madre infatti lo rese invulnerabile ai nemici immergendolo nelle acque miracolose del Teti, dimenticandosi però di bagnare anche il tallone. La versione che racconta Virgilio nell'Eneide svela inoltre che l'astuto Paride riuscì a scoprire questo particolare e, durante la guerra di Troia, sconfisse il valoroso Achille colpendolo proprio con una freccia sul tallone.
Inserita: 19/03/2014

Perdere le staffe
Con tale espressione si indica la perdita di controllo e l'ira. Un tempo la locuzione completa era "perdere le staffe del cervello", ossia impazzire. Tale modo di dire nasce dalla storica immagine del cavaliere che, perdendo le staffe del cavallo, ossia la parte in cui si appoggia la pianta del piede, rischiava di cadere.
Inserita: 11/03/2014

Prendere in castagna
Tale espressione si usa quando si sorprende qualcuno mentre sta compiendo un'azione non corretta.
Si tratta di un sinonimo della locuzione “cogliere in flagrante” e trae origine dal latino medievale in cui era solito dire “prendere in marrone”, dove marro, marronis significava errore. Col tempo, si è creata un po' di confusione e si è iniziata a usare “castagna”, dato che è sinonimo di “marrone”. Verbalmente l'espressione si dissocia da quella originaria, ma concettualmente le rimane fedele, indicando appunto un errore.
Inserita: 01/03/2014

Mangiare la foglia
Si tratta di un'espressione con la quale si indica un'intuizione notevole; mangia quindi la foglia la persona che riesce a leggere tra le righe in una situazione poco chiara.
Tale detto proviene dal mondo degli allevatori in cui si distinguono i piccoli, che si nutrono di latte, dagli adulti che mangiano invece l'erba. E' prerogativa quindi degli adulti riconoscere le foglie commestibili e ciò denota esperienza e consapevolezza.
Anche nell' “Odissea” di Omero compare il tema della foglia, la quale, dopo esser stata mangiata, aiuta Ulisse a essere immune dall'incantesimo della maga Circe.
Inserita: 24/02/2014

Dormire sugli allori
Con tale espressione si vuole indicare il comportamento di chi, credendo di viver di rendita a seguito di un successo, si lascia andare al dolce far niente, smettendo quindi di dedicarsi a studio o lavoro.
La locuzione ha origini antiche e deriva dall'usanza di incoronare i re con l'alloro, simbolo di vittoria. Adagiarsi sugli allori significa, in senso metaforico, riposare sulla gloria ricevuta.
Inserita: 17/02/2014

Dare un colpo al cerchio e uno alla botte
Tale locuzione indica l'atteggiamento opportunista di colui che gestisce una situazione mantenendo un equilibrio, evitando al tempo stesso di prendere una decisione o una posizione definita.
L'espressione deriva dal linguaggio degli antichi fabbricanti di botti che dovevano dimostrare la loro abilità nel riuscire a tenere unite le doghe di legno e chiuderle con il cerchio in ferro, completando quindi il confezionamento della botte.
Inserita: 12/02/2014

Fare orecchie da mercante
Tale espressione indica una situazione in cui una persona finge di non capire quel che le viene chiesto, disinteressandosi quasi all'argomentazione trattata.
Non si conosce l'origine esatta di questo detto, ma è risaputo che gli antichi mercanti erano soliti interessarsi esclusivamente ai propri affari e nei mercati evitavano le domande scomode e non attinenti alla propria attività dicendo che, data la gran confusione, non riuscivano a udire.
I primi autori che hanno messo su carta "fare orecchie da mercante" sono il Lasca, vale a dire Anton Francesco Grazzini, e Alessandro Manzoni che lo ha menzionato nel suo più celebre romanzo, "I promessi sposi".
Inserita: 30/01/2014

Avere l'argento vivo addosso
Con questa espressione si vuole descrivere il comportamento di una persona che non riesce a stare ferma, che è continuamente in movimento e che spesso crea guai.
La locuzione si utilizza generalmente nei confronti dei bambini molto esuberanti e attivi. L'argento vivo è il modo in cui gli alchimisti chiamano il metallo mercurio che, allo stato liquido risulta essere molto sfuggente, imprendibile e in natura tende a mutare a seconda delle condizioni circostanti.
Inserita: 13/01/2014

Essere al verde
Il noto modo di dire significa 'non avere soldi', ed essere quindi in una situazione di miseria, momentanea e non.
L'origine di questa espressione è legata al linguaggio utilizzato nelle aste: nell'antichità infatti il baditore teneva accesa una candela avente un laccio verde alla base, quando la fiamma raggiungeva tale limite significava che non era possibile fare nuove offerte, e che quindi l'asta stava per giugere al termine.

Carpe diem
Frase di origine latina che letteralmente significa "cogli l'attimo". Il significato più esteso indica la possibilità di godere appieno delle cose e situazioni offerte dalla vita, vivendola quindi in modo pieno fino a che è possibile.
Nella frase si intrecciano i concetti di qualità (carpe) e temporalità (diem) dell'esistenza umana. La frase è stata tratta dalle Odi del poeta latino Orazio, in cui egli sostiene l'impossibilità dell'uomo nel conoscere e determinare il proprio futuro e l'importanza del presente, in cui è possibile intervenire in modo attivo concentrando le proprie azioni per cogliere tutte le occasioni ed opportunità che essa offre, diventando così responsabili del proprio tempo.

Il gioco non vale la candela
Indica la propensione a non effettuare una determinata azione o sacrificio, perché si è convinti che non darà i benefici attesi e proporzionati al rischio.
La frase si diffuse già nel medioevo a partire dal XVI secolo, in cui l'illuminazione notturna era a candele (o lampade ad olio) ed il loro costo non accessibile a tutte le classi sociali. In quel periodo si lasciava spesso una candela in omaggio come sorta di mancia alle locande ed alle sale da gioco. Proprio fra i giocatori d'azzardo si diffuse questo modo di dire, ad indicare le giocate sfortunate in cui le vincite erano così basse che non coprivano neanche le spese necessarie a lasciare la candela.

Fare di ogni erba un fascio
Indica il voler considerare più elementi, persone o argomenti come unico insieme indistinto.
L'espressione ha origine imprecisata nel mondo contadino, il suo utilizzo in forma grammaticale è documentato già a partire dal 1807.

Non c'è trippa per gatti
Questo modo di dire indica che non vi è nulla di interessante o che non c'è maniera di ottenere qualcosa di utile.
L'origine di questa frase è da ricercarsi in un buffo episodio che ha coinvolto Ernesto Nathan alla fine del '800. Allora sindaco di Roma, Ernesto cancello dal bilancio le spese per acquistare le frattaglia per i gatti del Campidoglio che, secondo il suo pensiero, avrebbero dovuto mangiare topi.

Mettere i puntini sulle i
Locuzione utilizzata quando si vuole specificare qualcosa in modo chiaro e precisa, a scanso di equivoci.
Questa espressione deve le sue origini alla storia della scrittura. Anticamente infatti nell'alfabeto precedente i caratteri tipografici a lettere mobili, la lettera 'I' non era comprensiva di puntino, questa regola, specialmente durante il medioevo, creava spesso incomprensioni poiché risultava difficile distinguerla dalle lettere U, e M. Da qui venne introdotto il puntino, per rendere il simbolo univoco e facilitarne la lettura, sebbene tale aggiunta venne considerata da molti un eccesso di precisione.

Legarsela al dito
Frase con cui si sottolinea un torto o un'offesa che non si può dimenticare e per la quale spesso si attende il momento per vendicarsi.
Le sue origini sono da ricercarsi nell'antica usanza di mettersi al dito un segno, o fare un nodo al fazzoletto ad esempio, per ricordare qualcosa. Tale pratica si ritrova già nella Bibbia, nel Vangelo e negli usi orientali. Gli Ebrei ad esempio utilizzavano i filatteri, ovvero strisce di pergamena, che legavano alle braccia; oppure in Turchia nacque l'anello come dono del cavaliere all'amata, prima della sua partenza in guerra.

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