Meriggiare pallido e assorto
Meriggiare pallido e assorto
presso un rovente muro d’orto,
ascoltare tra i pruni e gli sterpi
schiocchi di merli, frusci di serpi.

Nelle crepe del suolo o su la veccia
spiar le file di rosse formiche
ch’ora si rompono ed ora s’intrecciano
a sommo di minuscole biche.

Osservare tra frondi il palpitare
lontano di scaglie di mare
m entre si levano tremuli scricchi
di cicale dai calvi picchi.

E andando nel sole che abbaglia
sentire con triste meraviglia
com’è tutta la vita e il suo travaglio
in questo seguitare una muraglia
che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia.
 Eugenio Montale  
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Informazioni sulla poesia
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E' stata pubblicata in data 10/05/13.
E' lunga 686 caratteri.

La scheda dell'autore: Eugenio Montale
Eugenio Montale, Poeta, giornalista, scrittore, critico musicale e traduttore
Nascita: Genova (Liguria) il 12/10/1896data morte il 12/9/1981

Ultimo di sei fratelli, nasce da padre industriale chimico e mentre frequenta il corso breve per diplomarsi in ragioneria, bazzica biblioteche e ambienti culturali che alimentano le sue dichiarate passioni per la letteratura e il canto. Congedato dall'esercito come tenente al termine della prima guerra, nel 1925 appone la sua firma sul “Manifesto .. Continua »

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