
Frasi di Romano Prodi
economista, docente universitario, politicoNascita: Scandiano (Reggio Emilia) il 09/08/1939»
Età e segnoLic.foto: CC BY-SA
Nel novembre 1982 Giovanni Spadolini lo manda alla guida dell'IRI: quarantatré anni, una cattedra a Bologna, nessuna esperienza di vertice pubblico. I sette anni all'IRI sono il tratto più documentato della sua vita professionale. L'istituto controllava banche, siderurgia, cantieri, telefoni, e perdeva. La risposta furono le cessioni: ventinove aziende uscirono dal gruppo, la maggiore fu l'Alfa Romeo nel 1986, mentre Finsider, Italsider e Italstat vennero liquidate. Nel 1987 il bilancio tornò in utile per la prima volta da oltre un decennio, risultato di cui andò a lungo orgoglioso e che a lungo fu discusso. La mancata cessione della SME al gruppo di Carlo De Benedetti, arenatasi nel 1985, aprì una vicenda giudiziaria e politica durata anni, chiusa senza condanne a suo carico. Richiamato nel maggio 1993 da Ciampi, chiuse le privatizzazioni del Credito Italiano e della Banca Commerciale Italiana; il Corriere della Sera ne raccontava l'uscita nel maggio 1994. L'11 agosto, alla Gazzetta di Reggio, disse che un impegno politico gli pareva ormai un dovere. Poi l'Ulivo, Palazzo Chigi, Bruxelles. Oggi firma editoriali per Il Messaggero; nel giugno 2025 è salito senza preavviso sul palco di Repubblica delle Idee, a Bologna. 📚
Nome Romano 17 FRASI E CITAZIONI DI ROMANO PRODI
“Era un giorno di pioggia, facevamo il gioco del piattino, termine che conosco poco perché era la prima volta che vedevo cose del genere. Uscirono Bolsena, Viterbo e Gradoli. Nessuno ci ha badato: poi in un atlante abbiamo visto che esiste il paese di Gradoli. Abbiamo chiesto se qualcuno sapeva qualcosa, e, visto che nessuno ne sapeva niente, ho ritenuto mio dovere, anche a costo di sembrare ridicolo, come mi sento in questo momento, di riferire la cosa.”Da: Audizione alla Commissione parlamentare d'inchiesta sul caso Moro, 06/1981Romano Prodi

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