Cos'è uno Tsunami?
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Con il termine giapponese Tsunami si fa riferimento ad un violento maremoto che colpisce le coste; la traduzione letterale della parola è infatti “onda di porto”. Solitamente, lo Tsunami si verifica in seguito ad un terremoto di Magnitudo superiore a 7.5, è l'energia sismica che provoca uno spostamento incontrollato della massa d'acqua oceanica facendola giungere fino alle coste.

A differenza delle onde anomale, la particolarità delle onde che si formano durante un maremoto è la loro lunghezza, la cosiddetta lunghezza d'onda, che può arrivare anche a 200 km. La perturbazione sottomarina coinvolge tutta l'intera colonna d'acqua, a partire dal fondale fin sopra alla superficie e se in mare aperto ciò è poco visibile, non lo è sulle coste.
In prossimità delle coste infatti la profondità del mare diminuisce, quindi anche la lunghezza d'onda subisce una diminuzione e questo fa aumentare vistosamente l'altezza dello Tsunami, che diventa un muro d'acqua di più di 10 metri e si riversa nell'entroterra distruggendo tutto ciò che trova.
Considerando ipoteticamente un oceano profondo 4.000 metri, l'onda dello Tsunami si muove ad una velocità simile a quella in cui viaggia normalmente un aereo, vale a dire a circa 700 km/h, e si può quindi ben capire che la sua portata è devastante.

Schema che spiega la formazione di uno Tsunami
Come abbiamo visto, un maremoto si origina dove le acque sono profonde a causa di una forte scossa di terremoto e prima di giungere sulla terraferma muta la sua portata ed intensità. La vita di uno Tsunami si articola in tre momenti: la generazione, vale a dire la nascita, che prevede lo spostamento di un ingente volume d'acqua dal basso verso l'alto; la propagazione, vale a dire la crescita della perturbazione e il suo viaggiare lungo la superficie oceanica a grande velocità; l'inondazione, cioè l'invasione finale della terraferma.

Prevedere un maremoto è possibile, ma non è possibile arrestarlo e prevenirlo attivamente in quanto qualsiasi tipo di struttura cederebbe di fronte all'impetuosità di uno Tsunami. Ciò che attualmente si rende possibile è una prevenzione passiva, vale a dire allerte alla popolazione con piani ad hoc per l'evacuazione.

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