Chi scoprì per primo l'America?
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I Vichinghi arrivarono per primi in America Arrivo di Cristoforo Colombo a San Salvador
I libri di storia ci insegnano che la scoperta del continente americano si deve a Cristoforo Colombo, l'esploratore italiano che il 3 agosto del 1492 salpò insieme a novanta marinai dal comune spagnolo di Palos de la Frontera, a bordo delle tre famose caravelle, la Nina, la Pinta e la Santa Maria. Sostenuto dall'esperienza di marinaio, dallo studio delle carte geografiche, dalla lettura del “Milione” di Marco Polo e da un'epistola del cartografo Paolo Toscanelli, Colombo cominciò a persuadersi della sfericità della Terra e grazie ai finanziamenti ricevuti dalla regina Isabella di Castiglia, poté intraprendere il lungo viaggio verso Ovest con destinazione l'India.
Dopo più di due mesi di navigazione, esattamente il 12 ottobre dello stesso anno, le caravelle approdarono sulle sponde dell'isola “Guanahani”, facente parte dell'arcipelago delle Bahamas, a cui Colombo diede il nome di “San Salvador”, convinto di essere riuscito nell'audace impresa di circumnavigare il globo e raggiungere l'Asia.

Come ben sappiamo, Colombo si sbagliava. Non aveva raggiunto un luogo conosciuto dalla società occidentale, ma ne aveva scoperto uno nuovo. Il primo ad accorgersene fu un altro italiano, il cartografo fiorentino Amerigo Vespucci, di cui il “Nuovo Mondo” assunse il nome.
Il racconto ufficiale di come le Americhe sono entrate nella nostra storia, ha perciò come protagonista l'avventuroso e sbadato Cristoforo Colombo.

Secondo alcuni ritrovamenti però, sembrerebbe che gli spagnoli non siano stati il primo popolo europeo a mettere piede sul continente americano. I primi uomini ad insediarsi in America - gli antenati delle popolazioni native - arrivarono dalla Siberia nel continente americano circa 35 mila anni fa per scampare all'ultima glaciazione, attraversando lo Stretto di Bering.
Mappa degli insediamenti scandinavi dall'ottavo all'undicesimo secolo
Più tardi, nel 980, il condottiero vichingo Erik il Rosso colonizzò la Groenlandia e, tempo dopo, suo figlio Leif Erikson spinse il suo popolo a nuove esplorazioni, raggiungendo le regioni americane settentrionali, in particolare l'isola di Terranova, dove però non si stanziarono mai stabilmente. Questa teoria confermerebbe le cosiddette “Saghe di Vinland”, che attesterebbero i passaggi della colonizzazione vichinga delle Americhe.

Dopo di loro fu la volta della flotta portoghese, che guidata da Enrico il Navigatore, approdò sull'arcipelago delle Azzorre - già segnato sulle mappe - intorno al 1427.

Sebbene la scoperta dell'America citi più frequentemente l'impresa di Colombo, potremmo distinguere la storia del continente tra “scoperta” e “conquista”: nel primo caso eleggeremmo protagonista il popolo vichingo, che pur avendo raggiunto per primo i territori americani, non vi si stabilì mai. Nel secondo invece, il celebre conquistadores genovese, il cui approdo fu seguito da un'intensa politica coloniale.

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