“Il primo anno seguiva in auto il mio tram. Poi mi accompagnò a casa e fu amore. Giorgio [Strehler] era un tale genio e la passione mi ha talmente travolta.... A papà venne meno la voce. Vivevo al Piccolo, dormivo con Giorgio. È stato l'uomo che mi ha amata di più. [...] L'ho lasciato, mi faceva soffrire, aveva vizi che non potevo sopportare. Però mi ha fatto scoprire la cultura. Lui parlava e io stavo zitta: avevo solo da imparare. Ha intuito che potevo cantare, mi ha fatto scrivere le canzoni della mala.”
Nascita: Milano il 22/09/1934, data morte il 21/11/2025
Ornella Vanoni viene ricordata oggi come una delle voci più nitide e personali della musica italiana. La sua storia artistica prende forma negli anni ’50, quando si avvicina al jazz e al teatro, due ambienti che le aprono la strada a una ricerca musicale ampia e curiosa. Fin dai primi passi mostra un modo tutto suo di stare in scena, misurato ma intenso, capace di ..Continua »