“Senza sorriso, non riuscirei a giocare. Mi viene spontaneo, sono fatto così. [...] Qualche mio collega sembra che in campo sia triste, non si diverta. Non io. Io sono ancora il bambino di Murcia che a dieci anni sognava di diventare professionista. [«Davvero non ha mai desiderato fare l'astronauta, il pompiere, il cowboy?»] Mai. Ho chiesto la prima racchetta a Babbo Natale: questa storia è cominciata così. A 14-15 anni, quando già mi allenavo a Villena, all'accademia di Ferrero, non avevo certezza del futuro ma sapevo che avrei dato tutto perché il tennis fosse il mio mestiere.
”
Carlos Alcaraz