Quanto vive il gatto?
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Qual è la durata media della vita di un gatto? Purtroppo non possiamo dare una risposta precisa, poiché stiamo parlando di un essere vivente, il cui benessere dipende da molti fattori, tuttavia è possibile dire mediamente e in generale qual è la sua aspettativa di vita tenendo conto delle sue abitudini.

Forse uno dei fattori più importanti da tener presente quando si pensa all'aspettativa di vita del gatto è se vive o meno in casa, se esce sporadicamente o se è un gatto randagio e senza padrone.
Ovviamente un gatto randagio è esposto a molteplici pericoli, ad esempio può essere investito, può subire attacchi da parte di altri animali, non sempre più trovare acqua pulita a disposizione e la giusta quantità di cibo; può inoltre essere vittima di avvelenamenti oltre che una moltitudine di malattie infettive e parassitarie, ma anche esposizione al freddo, pioggia, caldo e molte altri fattori che rendono la sua vita più difficile.
In generale dunque i gatti randagi hanno un'aspettativa di vita più breve, che è di circa 4 o 5 anni in media, va inoltre sottolineato che la mortalità dei gattini appena nati fino ai primi 3 o 4 mesi di vita è molto alta, quasi il 75%.

Al contrario, i gatti domestici difficilmente sono sottoposti a tutti i pericoli sopraelencati, vivono in ambienti tranquilli, con poca o nessuna concorrenza con altri animali, hanno acqua e cibo a disposizione, non sono esposti alle intemperie e sono spesso vaccinati e sverminati. Dunque il tipo di vita che è possibile offrire al proprio gatto influenzerà direttamente la sua aspettativa di vita e la sua durata.
Alcuni fattori importanti da tenere in conto quando si tratta di aumentare l'aspettativa di vita del gatto domestico sono: programmi di vaccinazione e sverminazione che prevengono malattie gravi e mortali come la leucemia felina (Felv), l'immunodeficienza felina (FIV), la peritonite infettiva felina (FIP), la panleucopenia felina e altre che diminuirebbero notevolmente la sua salute come le infestazioni parassitarie.

È di vitale importanza che il gatto abbia una dieta che gli fornisca tutti i nutrienti necessari per lo sviluppo ottimale delle sue funzioni vitali. Dunque il proprietario dovrebbe garantire una dieta equilibrata, prestando attenzione alla qualità delle materie prime con cui viene prodotto il suo mangime o il pasto, nel caso di una dieta casalinga.
Nei gatti domestici che il proprietario non ha intenzione far riprodurre è inoltre raccomandata la sterilizzazione precoce, con questa è possibile evitare patologie fatali come la piometra (infezione uterina), tumori mammari maligni, gravidanze isteriche nelle femmine. Nei maschi si evitano invece malattie della prostata, tumori, problemi di ansia e aggressività.

Quando un gatto ha più di 8 anni, si considera che abbia raggiunto la maturità e questo è il periodo in cui possono sorgere problemi legati all'età. È in questo momento che è necessario prestare particolare attenzione alla comparsa di qualsiasi cambiamento nella sua routine e comportamento, sintomi di qualsiasi tipo che fanno sospettare che il gatto possa sviluppare qualche patologia. E' dunque opportuno effettuare un controllo annuale in modo da allungare l'aspettativa di vita del proprio gatto.
Considerati i fattori che possono influenzare la vita del nostro gatto domestico, se è ben nutrito e curato, potrebbe vivere in media 12 o 15 anni e in alcuni casi superare i 20 anni.

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Tag: Gatti  


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