Quali sono le regole per guidare il monopattino?
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Quali sono le regole per guidare il monopattino dal 2026?
I monopattini elettrici sono un mezzo di trasporto innovativo che sta conquistando le città italiane, una valida alternativa al trasporto pubblico utile per decongestionare il traffico cittadino e ridurre l'inquinamento.
Per poter guidare un monopattino è necessario però conoscere bene quali sono le regole per poterlo utilizzare, sia per preservare la salute propria e altrui, sia per non ricorrere in sanzioni.
Chi sale in sella oggi, a metà 2026, si muove dentro un quadro di regole molto più stretto di quello di appena due anni fa.
Il punto di svolta è la riforma del Codice della Strada introdotta con la Legge 177/2024. Da allora le novità sono arrivate a scaglioni, e questo spiega perché tanta gente fa ancora confusione su cosa sia già obbligatorio e cosa no.
Chi può guidarlo e a che velocità
Per mettersi alla guida bisogna aver compiuto 14 anni. Il limite di velocità massimo è fissato a 20 km/h sulle strade urbane, ma scende a 6 km/h nelle aree pedonali, dove di fatto si procede a passo d'uomo. I monopattini possono circolare sulle strade cittadine con limite fino a 50 km/h, sulle piste e sulle corsie ciclabili. Sono invece off limits autostrade, tangenziali, strade extraurbane e strade urbane con limiti superiori. Sul marciapiede non si guida: lì il mezzo si può solo spingere a mano.
Il casco non è più solo per i minorenni
Qui cade in errore chi guida da prima del 2024. Fino ad allora il casco era richiesto solo agli under 18; dal 14 dicembre 2024 è obbligatorio per tutti, qualunque sia l'età. Ma c'è una precisazione tecnica che pochi conoscono: non va bene un casco qualsiasi. Deve essere conforme alle norme UNI EN 1078 o UNI EN 1080, gli stessi standard previsti per i caschi da bicicletta. Un casco da cantiere o da sci, in caso di controllo, non vale e la multa scatta lo stesso: dai 50 ai 250 euro.
Targhino e assicurazione, le due date da segnare
È la parte più recente e più fraintesa. Dal 16 maggio 2026 è scattato l'obbligo del contrassegno identificativo, il cosiddetto "targhino", per i monopattini privati che circolano su strada pubblica. Attenzione a non chiamarlo targa nel senso classico: non è legato al mezzo né comporta immatricolazione, ma è un adesivo personale agganciato al codice fiscale del proprietario, da applicare in modo non rimovibile. Si richiede online sul Portale dell'Automobilista del MIT, accedendo con SPID o CIE, e la pratica costa pochi euro se fatta da soli.
La seconda data è il 16 luglio 2026: da quel giorno entra in vigore l'obbligo di assicurazione RC verso terzi, dopo una proroga di due mesi rispetto al termine inizialmente fissato. La copertura serve a risarcire eventuali danni causati a pedoni, ciclisti o altri utenti della strada. I costi, secondo le stime di mercato, vanno da circa 25 a 150 euro l'anno, a seconda delle garanzie scelte.
Le sanzioni sono più salate di quanto molti immaginino. Circolare senza targhino, o con un contrassegno alterato o non visibile, comporta una multa da 100 a 400 euro. La stessa cifra vale, dal 16 luglio, per chi viaggia senza assicurazione, con in più il fermo amministrativo del mezzo finché non si esibisce la polizza. E c'è il capitolo dei mezzi "truccati": un monopattino modificato per superare la potenza e la velocità di legge fa scattare sanzioni ancora più pesanti, fino alla confisca.
Una regola che in tanti continuano a ignorare riguarda i passeggeri: sul monopattino si viaggia da soli. Vietato trasportare persone, oggetti o animali, e vietato trainare o farsi trainare. Sembra ovvio, ma è proprio in due che si sono verificati alcuni degli incidenti più gravi di questi mesi.
Il mezzo deve essere a norma, non solo il guidatore
Un aspetto che si tende a trascurare: le regole non riguardano solo chi guida, ma anche com'è fatto il monopattino. Per essere in regola serve la marcatura CE, freni su entrambe le ruote, luci anteriori e posteriori, catarifrangenti, segnalatore acustico e indicatori di direzione. Anche i mezzi già acquistati prima della riforma hanno dovuto adeguarsi, in particolare su impianto frenante e frecce. Vale la pena controllarlo prima di un viaggio: la conformità tecnica è ciò che distingue un dispositivo omologato da uno che, a un controllo, viene considerato fuorilegge.
Domande ricorrenti e consigli
Per poter guidare un monopattino è necessario però conoscere bene quali sono le regole per poterlo utilizzare, sia per preservare la salute propria e altrui, sia per non ricorrere in sanzioni.
Chi sale in sella oggi, a metà 2026, si muove dentro un quadro di regole molto più stretto di quello di appena due anni fa.
Il punto di svolta è la riforma del Codice della Strada introdotta con la Legge 177/2024. Da allora le novità sono arrivate a scaglioni, e questo spiega perché tanta gente fa ancora confusione su cosa sia già obbligatorio e cosa no.
Chi può guidarlo e a che velocità
Per mettersi alla guida bisogna aver compiuto 14 anni. Il limite di velocità massimo è fissato a 20 km/h sulle strade urbane, ma scende a 6 km/h nelle aree pedonali, dove di fatto si procede a passo d'uomo. I monopattini possono circolare sulle strade cittadine con limite fino a 50 km/h, sulle piste e sulle corsie ciclabili. Sono invece off limits autostrade, tangenziali, strade extraurbane e strade urbane con limiti superiori. Sul marciapiede non si guida: lì il mezzo si può solo spingere a mano.
Il casco non è più solo per i minorenni
Qui cade in errore chi guida da prima del 2024. Fino ad allora il casco era richiesto solo agli under 18; dal 14 dicembre 2024 è obbligatorio per tutti, qualunque sia l'età. Ma c'è una precisazione tecnica che pochi conoscono: non va bene un casco qualsiasi. Deve essere conforme alle norme UNI EN 1078 o UNI EN 1080, gli stessi standard previsti per i caschi da bicicletta. Un casco da cantiere o da sci, in caso di controllo, non vale e la multa scatta lo stesso: dai 50 ai 250 euro.
Targhino e assicurazione, le due date da segnare
È la parte più recente e più fraintesa. Dal 16 maggio 2026 è scattato l'obbligo del contrassegno identificativo, il cosiddetto "targhino", per i monopattini privati che circolano su strada pubblica. Attenzione a non chiamarlo targa nel senso classico: non è legato al mezzo né comporta immatricolazione, ma è un adesivo personale agganciato al codice fiscale del proprietario, da applicare in modo non rimovibile. Si richiede online sul Portale dell'Automobilista del MIT, accedendo con SPID o CIE, e la pratica costa pochi euro se fatta da soli.
La seconda data è il 16 luglio 2026: da quel giorno entra in vigore l'obbligo di assicurazione RC verso terzi, dopo una proroga di due mesi rispetto al termine inizialmente fissato. La copertura serve a risarcire eventuali danni causati a pedoni, ciclisti o altri utenti della strada. I costi, secondo le stime di mercato, vanno da circa 25 a 150 euro l'anno, a seconda delle garanzie scelte.
Cosa si rischia davvero
Le sanzioni sono più salate di quanto molti immaginino. Circolare senza targhino, o con un contrassegno alterato o non visibile, comporta una multa da 100 a 400 euro. La stessa cifra vale, dal 16 luglio, per chi viaggia senza assicurazione, con in più il fermo amministrativo del mezzo finché non si esibisce la polizza. E c'è il capitolo dei mezzi "truccati": un monopattino modificato per superare la potenza e la velocità di legge fa scattare sanzioni ancora più pesanti, fino alla confisca.
Una regola che in tanti continuano a ignorare riguarda i passeggeri: sul monopattino si viaggia da soli. Vietato trasportare persone, oggetti o animali, e vietato trainare o farsi trainare. Sembra ovvio, ma è proprio in due che si sono verificati alcuni degli incidenti più gravi di questi mesi.
Il mezzo deve essere a norma, non solo il guidatore
Un aspetto che si tende a trascurare: le regole non riguardano solo chi guida, ma anche com'è fatto il monopattino. Per essere in regola serve la marcatura CE, freni su entrambe le ruote, luci anteriori e posteriori, catarifrangenti, segnalatore acustico e indicatori di direzione. Anche i mezzi già acquistati prima della riforma hanno dovuto adeguarsi, in particolare su impianto frenante e frecce. Vale la pena controllarlo prima di un viaggio: la conformità tecnica è ciò che distingue un dispositivo omologato da uno che, a un controllo, viene considerato fuorilegge.
Domande ricorrenti e consigliTag: Monopattino
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