Come combattere il bullismo?
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Chi in età scolastica non ha avuto un compagno di classe che amava mettersi in mostra ed attirare l'attenzione con modi di fare prepotenti o comunque discutibili? Fino a circa 20 anni fa non era preoccupante parlare di “bulli” o “bulletti” perché era un modo per alcuni giovani di farsi vedere e che non aveva, solitamente, gravi conseguenze.

Cosa è cambiato? Cosa è successo negli ultimi anni?
È successo che gli scherzi hanno perso qualsiasi tratto di divertimento e sono diventati sempre più pesanti e discriminatori, continui e ripetuti, e si è aggiunta a questa una vera e propria violenza intenzionale di natura fisica e psicologica. Oggi non si parla di singoli bulli ma di bullismo in quanto non si tratta più di casi isolati e sporadici, ma di un fenomeno sociale quasi onnipresente in tutti gli ambienti scolastici; la prepotenza tipica degli adolescenti ha acquisito sempre più potere nel corso del tempo ed ha cambiato il modo di manifestarsi. Abbiamo detto infatti che le aggressioni sono oggi di tipo fisico, verbale, ma anche e soprattutto digitale. In questo caso parliamo di cyber-bullismo, vale a dire di discriminazioni, insulti, minacce di tipo virtuale che comprende per esempio condivisioni sui social network di video o foto delle vittime mentre subiscono degli atti vessatori o ancora furti di identità digitale.

Come anticipato, gli atti bullismo possono essere fisici o verbali, e si possono riassumere in 3 distinte tipologie:
- Il bullismo diretto fisico che si manifesta ad esempio nel picchiare, prendere a calci e a pugni, spingere e appropriarsi degli oggetti degli altri oppure danneggiarli.
- Il bullismo diretto verbale con azioni simili a minacce, insulti ed offese, estorcere denaro e beni materiali.
- Il bullismo indiretto caratterizzato da episodi non meno gravi, tesi all'esclusione dal gruppo dei coetanei, e/o alla diffusione di pettegolezzi o calunnie sulla vittima di bullismo.

Le statistiche sono allarmanti e sono solo la punta dell'iceberg di questo fenomeno perché il problema è che le vittime del bullismo difficilmente cercano aiuto o si confidano. I motivi possono essere molteplici, inizialmente la vittima potrebbe pensare che si tratti di un caso isolato e di poco conto, poi se il bullo colpisce un suo punto debole potrebbe provare un senso di vergogna e preferire il silenzio con tutti.
Generalmente le vittime di bullismo tendono ad isolarsi, a scuola così come in casa, a diventare taciturne e non raccontare niente di quello che fanno o che accade loro, dormono poco e male, perdono l'autostima in se stessi ed anche la voglia di andare a scuola.

Per combattere il bullismo è fondamentale il dialogo e la collaborazione tra la scuola e la famiglia in quanto sono tutte e due parti coinvolte, che tengono quindi particolarmente a questa problematica. Il lavoro più importante che deve essere svolto all'interno delle scuole è la sensibilizzazione alla tematica, facendo capire che la pratica del bullismo è qualcosa di sbagliato che ferisce veramente le persone e può avere ripercussioni drammatiche.
Ma anche i genitori devono essere i primi promotori a casa, devono educare i figli a non aggredire e nemmeno a subire e devono promuovere altresì il dialogo tra le mura domestiche.
I bambini ed i ragazzi devono sentirsi a proprio agio a casa, non devono temere di far brutta figura agli occhi dei genitori, per questo è importante mantenere sempre un'atmosfera di fiducia, aperta al confronto. In casi di bullismo più che mai occorre far sentire i figli al sicuro ed infondere in loro sicurezza, consigliando loro di evitare di rimanere da soli a scuola, in classe o in corridoio durante l'intervallo, ma anche dando dimostrazioni effettive che credono in loro, nelle loro capacità.
E' importante anche il confronto con gli insegnati, che devono essere sensibilizzati anche dai genitori sul problema, perché potrebbe essere stato sottovalutato o del tutto ignorato, soprattutto nei casi in cui la vittima si vergogna degli atti di bullismo e quindi tende a nasconderli.
Ad ogni modo, è importante che le vittime del bullismo non si chiudano in se stessi ed al contrario parlino e si confidino con altri, con amici o compagni di classe ma anche e soprattutto con gli insegnanti ed i propri genitori. A loro volta i genitori dovrebbero fornire gli input giusti per far stare tranquilli i propri figli, informando loro che le bugie possono solo peggiorare le cose e che in casi di necessità ci sono numeri e strutture abilitate ad un pronto intervento, come i Carabinieri e la Polizia per esempio, e che quindi non devono aver niente da temere.

A livello pratico, ecco i consigli e le azioni di contrasto principali che si possono adottare:
- Incoraggiate la vittima di bullismo a a condividere le sue preoccupazioni, ascoltandolo in modo amorevole, esprimete comprensione e interesse. Ditegli che non deve sentirsi colpevole di essere minacciato.
- Prendere informazioni concrete sulla situazione. Chiedetegli di descrivere e annotate come, dove e quando si verificano gli episodi e chi è coinvolto.
- Insegnate come si deve rispondere al bullo, senza fare ritorsioni o vendette che potrebbero farlo passare dalla parte del torto o esporlo a ulteriori rischi: ad esempio ignorandolo, chiedendo aiuto a un insegnante o un altro adulto.
- Suggeritegli di non recarsi da solo nei posti in cui potrebbe essere preso di mira.
- Cercate aiuto dal preside o dagli insegnanti. Se la vittima è stata fisicamente aggredita o minacciato, parlate con i funzionari della scuola e rivolgetevi alle forze dell'ordine. Restate in contatto con i funzionari scolastici. Se il bullismo continua, insistete e magari chiedete se esiste un protocollo contro il bullismo nella scuola.
- In caso di cyberbullismo, consigliate di bloccare il bullo sul telefono e sui social media, segnalate il cyberbullying ai fornitori di servizi web, social, o siti
- In ultimo, se vostro figlio è stato effettivamente traumatizzato, fatevi aiutare da uno psicologo e magari anche da un avvocato.

Ricordiamo infine che sono molte anche le iniziative di contrasto ed aiuto disponibili grazie ad associazioni, scuole d uffici pubblici, segnaliamo il numero verde del MIUR (Ministero dell'Istruzione) 800-669696 e l'indirizzo email 'bullismo@istruzione.it' a cui è possibile rivolgersi per denunciare situazioni di bullismo nella scuola o avere semplici informazioni sulla tematica.

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