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Arcita dunque, tornato a Tebe, non faceva che languire e lamentarsi tutto il giorno, perché ormai non avrebbe più potuto rivedere la sua donna. A dire in breve tutto il suo dolore, non c'era mai stato, né ci sarà mai, essere al mondo che soffrisse tanto. Dormire, mangiare, bere, tutto gli era impossibile, sicché diventò magro e asciutto come uno stecco, con certi occhi infossati che facevano impressione, e un colorito terreo, smorto come cenere spenta. Se ne stava sempre solo e appartato, e di notte non faceva che piangere e disperarsi; se poi per caso sentiva qualcuno cantare o suonare, si metteva a piangere senza riuscire più a trattenersi.
Da: I racconti di Canterbury - Mondadori
Geoffrey Chaucer

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L'autore è Geoffrey Chaucer: Scrittore, poeta, diplomatico e burocrate
Nascita: Londra (Inghilterra) anno 1343data morte il 25/10/1400
Della sua vita non sappiamo molto; una prova scritta dimostra il suo lavoro come paggio e diplomatico alla corte della duchessa inglese Elisabetta de Burgh, nonché a servizio dello Stato, per cui raccoglie e cataloga rifiuti in metallo. Peregrina o viaggia come messaggero tra la Spagna e il Belgio e nel 1366 prende in moglie Philippa Roet da cui ha .. Continua »
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