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Frasi di Geoffrey Chaucer
La scheda di Geoffrey Chaucer
Scrittore, poeta, diplomatico e burocrate
Nascita: Londra (Inghilterra) anno 1343data morte il 25/10/1400
Della sua vita non sappiamo molto; una prova scritta dimostra il suo lavoro come paggio e diplomatico alla corte della duchessa inglese Elisabetta de Burgh, nonché a servizio dello Stato, per cui raccoglie e cataloga rifiuti in metallo. Peregrina o viaggia come messaggero tra la Spagna e il Belgio e nel 1366 prende in moglie Philippa Roet da cui ha tre o quattro bambini. Circa un anno dopo frequenta la corte di Edoardo III in qualità di nobile o come servitore e gira l'Europa visitando per lavoro anche Genova, Firenze e nel 1373, Padova. Assiste al matrimonio della figlia di Galeazzo II Visconti a cui partecipa anche Petrarca ed è in questo periodo che sembra comporre “Il libro della duchessa”, primo dei poemi più celebri. I suoi sforzi letterari sono ricompensati da Edoardo III con un onorario di circa un gallone di vino al giorno; alla salita al trono di Riccardo II lavora invece a Londra come ispettore portuale, e dal 1386 in poi rappresenta la contea inglese del Kent all'interno del Parlamento, periodo al quale vengono fatte risalire le opere “Troilo e Criseide”e “Il parlamento degli uccelli”. Dopo il decesso della moglie e l'incarico da sovraintendente del Tamigi, nel 1400 revisiona per l'ultima volta le ventiquattro incompiute storie de “I racconti di Canterbury”, sua più imponente opera, scritta su impulso del “Decameron” boccacciano, presumibilmente dieci anni prima.
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La più letta di “Geoffrey chaucer”
La grande pace si trova nelle piccole faccende.
Geoffrey Chaucer  

Arcita dunque, tornato a Tebe, non faceva che languire e lamentarsi tutto il giorno, perché ormai non avrebbe più potuto rivedere la sua donna. A dire in breve tutto il suo dolore, non c'era mai stato, né ci sarà mai, essere al mondo che soffrisse tanto. Dormire, mangiare, bere, tutto gli era impossibile, sicché diventò magro e asciutto come uno stecco, con certi occhi infossati che facevano impressione, e un colorito terreo, smorto come cenere spenta. Se ne stava sempre solo e appartato, e di notte non faceva che piangere e disperarsi; se poi per caso sentiva qualcuno cantare o suonare, si metteva a piangere senza riuscire più a trattenersi.
Geoffrey Chaucer   Tratta da: I racconti di Canterbury - Mondadori 

C'era dunque un Cavaliere, un valentuomo che fin da quando aveva iniziato ad andare a cavallo aveva amato la cavalleria, la lealtà, l'onore, la liberalità e la cortesia. Valorosissimo in guerra per il suo signore, s'era spinto nei più lontani paesi cristiani e pagani, facendosi ovunque onore con la sua prodezza. (...) Questo prode cavaliere un tempo era anche stato col signore di Palatia a combattere contro un altro pagano turco, ricevendo sempre sovrani onori. Benché fosse valoroso, era prudente e, negli atteggiamenti, mite come una fanciulla. Non avrebbe mai detto in vita sua una parola scortese a nessuno. Era un nobile cavaliere veramente perfetto. Quanto al suo equipaggiamento, i cavalli erano buoni, ma i suoi abiti non erano sfarzosi: portava un giubbone di fustagno macchiato ancora dall'armatura, perché tornava proprio allora da una spedizione e si recava a sciogliere un voto.
Geoffrey Chaucer   Tratta da: I racconti di Canterbury - Mondadori 

La sporcizia e l'età, ognuno ne converrà, sono potenti guardiani della castità.
Geoffrey Chaucer   

Noi uomini sposati viviamo nel dolore e nell'ansia.
Geoffrey Chaucer   

Non è bene svegliare un cane da caccia addormentato.
Geoffrey Chaucer   

E' molto saggio colui che può conoscere se stesso.
Geoffrey Chaucer   

O dolore improvviso che sei sempre nei paraggi della beatitudine mondana! Spolverata di amarezza è la fine della gioia in ogni attività terrena! Il dolore colma il fine verso cui tendiamo. Per la tua salvezza pensa che non è di poco conto, e nei tuoi giorni di felicità tieni a mente che il male sconosciuto lavora di nascosto!
Geoffrey Chaucer   

Quando aprile con le sue dolci piogge ha penetrato fino alla radice la siccità di marzo, impregnando ogni vena di quell'umore che la virtù di dar ai fiori, quando anche Zeffiro col suo dolce flauto ha rianimato per ogni bosco e ogni brughiera i teneri germogli, e il nuovo sole ha percorso metà del suo cammino in Ariete, e cantando melodiosi gli uccelletti che dormono tutta la notte ad occhi aperti la gente è allora presa dal desiderio di mettersi in pellegrinaggio.
Geoffrey Chaucer   Tratta da: I racconti di Canterbury - Mondadori 

La vita è così breve, l'arte così lunga da imparare.
Geoffrey Chaucer   Tratta da: Il parlamento degli uccelli - Einaudi 

Lo stolto non sa tacere.
Geoffrey Chaucer   Tratta da: Il parlamento degli uccelli - Einaudi 

La natura, il vicario di Dio onnipotente.
Geoffrey Chaucer   Tratta da: Il parlamento degli uccelli - Einaudi 

 12 frasi di 'geoffrey chaucer' su 12 in archivio  (Licenza foto: Pubblico dominio)


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