Una passeggiata ad Istanbul

Un viaggio alla scoperta del volto di una delle più grandi città della Turchia, un luogo affascinante immerso in uno straordinario equilibrio tra oriente e occidente

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Una passeggiata ad IstanbulCittà con un passo nel passato e sguardo verso il futuro, crocevia come pochi fra Oriente e Occidente, Istanbul è una meta turistica sempre più gettonata dai turisti di tutto il mondo. Perché è una città bellissima, perché offre folklore e cultura, perché sa far respirare storia, mare e cultura in ogni suo vicolo o quartiere, alcuni dei quali per bellezza e importanza protetti dall'UNESCO.
Istanbul, considerando anche i quartieri asiatici, è la megalopoli più popolata d'Europa: ben dodici milioni di abitanti ! Nel corso della sua bimillenaria storia fu nota prima come Bisanzio, poi come Costantinopoli. Centro importantissimo – in antichità era denominata “la seconda Roma” - e luogo d'incontro delle culture più disparate del globo, fu fulcro delle cristianità fino alla conquista ottomana del 1453. Da lì divenne poi, per molti secoli, capitale di uno dei più grandi imperi mai esistiti, l'Impero Ottomano, appunto.
Logico dedurne che una capitale di questa importanza richieda, anzi pretenda, più giorni perché possa svelarsi al turista che intende visitarla.
Ma anche a chi può dedicare solo tre giorni a questa città, Istanbul sa essere generosa di attrazioni, bellezze e momenti culturali.
La Moschea Blu è senz'altro una tappa irrinunciabile. Il nome deriva dal colore delle oltre ventunmila piastrelle che ricoprono cupola e pareti, conferendo all'interno un colore turchese a tutto l'edificio. La luce penetra attraverso più di duecentocinquanta finestre e il gioco di luci è mozzafiato, immerge l'atmosfera in una quiete e in una gioia per gli occhi in cui è possibile ammirare e nel contempo sentirsi in pace. Per dare un'idea della sua grandezza, basti citare quanti minareti possiede: ben sei, uno solo in meno rispetto alla moschea di Masjid al-Haram, il più grande edificio religioso del mondo.
Sempre in tema di edifici monumentale, altro momento coinvolgente che il turista a Istanbul non deve perdersi è una visita alla Basilica di Santa Sofia (ovvero, Santa Sapienza). Momento culminante dell'arte bizantina, quest'enorme costruzione – ad onor della sua storia plurisecolare – fu sede patriarcale, poi cattedrale, poi moschea ed infine museo. Nonostante in passato moltissimi dei suoi tesori vennero trafugati o deportati, sa ancora oggi offrire spettacoli di ineguagliabile bellezza, dalla sua incredibile cupola, un vero a proprio miracolo architettonico, al delirio di affreschi e mosaici che attraverso i secoli – e sono stati tanti: la basilica fu terminata nel 537 – sono giunti, ben conservati, fino a noi.
Per cogliere una delle infinite anime di Istanbul, bisogna perdersi a Beyoglu, la parte vecchia. Da un lato, edifici e vicoli profumano ancora di passato mediorientale; dall'altra parte del Ponte di Galata, la zona più “occidentale”, bar e locali offrono gusti e aspettative più europee. Istanbul fra passato e futuro, si diceva: mentre fumate un narghilé e bevete tè turco in un bar che sembra uscito da un altro secolo, volendo potreste navigare in internet, grazie ad una rete wireless libera praticamente in ogni angolo della città.
Istanbul è anche mare, il Bosforo, le cui acqua hanno visto solcare tutti i popoli del Mediterraneo. In città è possibile prenotare delle gite sul Bosforo a poco prezzo e a bordo di un battello ci si può affacciare da un lato all'altro della capitale, fra l'Europa e l'Asia, proprio in mezzo ai due continenti.
A propositi di mezzi pubblici: non azzardatevi a prenderli senza aver con voi i biglietti. Ci sono controllori fissi praticamente a ogni stazione.
La cultura turca passa anche e soprattutto per la sua cucina. Sebbene chiunque sicuramente abbia già mangiato turco, grazie alla diffusione mondiale di ristoranti in ogni città del globo, mangiarequi turco è ovviamente ben altra cosa. Oltre all'immancabile kebab, si possono scoprire gusti mai provati, dalle meze – sorta di stuzzichini – alla pida, la declinazione locale della nostra pizza, passando per i panini di pesce (proverbiali quelli a Eminomu) e concludendo dai baklavam, dolci imbevuti di miele e adornati di pistacchi. Se un oste vi dovesse sfidare a mangiare peperoncino con lui, lasciate perdere ! Che amiate o meno il piccante, che siate abituali consumatore di peperoncino o no, gli osti turchi sono imbattibili in questa prova ! Chiudere il pasto con un raki, un liquore abbastanza simile al suo “cugino” greco, l'ouzo.
Un ultimo avvertimento. L'inglese non è particolarmente diffuso fra i meno giovani, talvolta c'è un po' da lasciarsi capire coi gesti. Ma noi italiani, in questo, non abbiamo sicuramente problemi.
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Data articolo: 21/10/2012
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