Foto di olga tokarczuk
Frasi di Olga Tokarczuk
La scheda di Olga Tokarczuk
Scrittrice polacca
Nascita: Sulechów (Polonia) il 29/1/1962+ Età e Segno
Olga Nawoja Tokarczuk è una scrittrice polacca. È una degli scrittori polacchi della sua generazione più acclamati e di grande successo commerciale, particolarmente nota per il timbro mistico della sua scrittura. Ha pubblicato raccolte di poesie, vari romanzi, così come di altri libri con opere più brevi. Con l'opera I vagabondi ha vinto il Man Booker International Prize e il 10 ottobre 2019 le è stato conferito il Premio Nobel per la letteratura per l'anno 2018 «per un'immaginazione narrativa che, con passione enciclopedica, rappresenta l'attraversamento dei confini come forma di vita». (Fonte: Wikipedia)
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La più letta di “Olga tokarczuk”
Alla mia età, e nelle mie condizioni, prima di coricarmi dovrei sempre lavarmi i piedi con cura, nel caso l'ambulanza venisse a prendermi di notte.
Tratta da: Guida il tuo carro sulle ossa dei morti - NottetempoOlga Tokarczuk  

Oggi so per certo soltanto una cosa: chi cerca l'ordine è meglio che stia lontano dalla psicologia. Che scelga piuttosto la fisiologia o la teologia, almeno avrà una base solida, materiale o spirituale che sia; che lasci perdere la psiche, è un oggetto di studi che non dà certezze.
Olga Tokarczuk   Tratta da: I vagabondi - Bompiani 

Secondo me dopo la morte ci dovrebbe essere l'annichilimento della materia. Sarebbe la modalità più adeguata al corpo. In questa maniera i corpi annichiliti tornerebbero dritti ai buchi neri da cui provengono. Le anime viaggerebbero alla velocità della luce fino alla luce. Se una cosa come l'anima esiste.
Olga Tokarczuk   Tratta da: Guida il tuo carro sulle ossa dei morti - Nottetempo 

Per tutto l'anno conducevano una vita sedentaria, quella strana vita in cui al mattino si ritorna su quanto si è lasciato incompiuto la sera prima, dove i vestiti si impregnano dell'odore dell'appartamento e i piedi infaticabili tracciano sentieri d'usura sul tappeto.
Olga Tokarczuk   Tratta da: I vagabondi - Bompiani 

I miei genitori non appartenevano propriamente a una tribù stanziale. Si erano trasferiti molte volte da un posto all'altro, fino a quando si fermarono per un periodo più lungo vicino a una scuola di provincia, lontani da qualsiasi strada che potesse definirsi tale e dalla stazione ferroviaria. Il solo uscire e superare la strada sterrata per andare in paese costituiva già un viaggio. Poi c'erano la spesa, le faccende burocratiche egli uffici comunali, il parrucchiere in piazza vicino al municipio, sempre con lo stesso grembiule lavato e candeggiato senza risultato, perché la tinta per capelli delle clienti gli aveva impresso macchie che sembravano ideogrammi cinesi. La mamma si tingeva i capelli e il papà l'aspettava nel bar Nowa, seduto a uno dei tavolini all'esterno, leggendo il giornale locale sul quale la rubrica più interessante era quella di cronaca nera, con notizie su scantinati depredati di marmellate di prugne e cetriolini.
Olga Tokarczuk   Tratta da: I vagabondi - Bompiani 

Prawiek è un luogo situato al centro dell'universo. Attraversarlo di buon passo da nord a sud richiederebbe un'ora. Lo stesso da est a ovest. Se poi qualcuno volesse fare il giro di Prawiek camminando lentamente, osservando ed esaminando ogni cosa nei minimi dettagli, impiegherebbe un'intera giornata. Dalla mattina alla sera.
Olga Tokarczuk   Tratta da: La quiete del tempo - Nottetempo 

 6 frasi di 'olga tokarczuk' su 6 in archivio  (Licenza foto: Martin Kraft - CC BY-SA 3.0 foto modificata)


Orazio
Novalis

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