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Ed è subito seraOgnuno sta solo sul cuor della terratrafitto da un raggio di sole:ed è subito sera.Novità: Inserita: 13/05/2013Salvatore Quasimodo
Meriggiare pallido e assortopresso un rovente muro d’orto,ascoltare tra i pruni e gli sterpischiocchi di merli, frusci di serpi.Nelle crepe del suolo o su la vecciaspiar le file di rosse formichech’ora si rompono ed ora s’intreccianoa sommo di minuscole biche.Osservare tra frondi il palpitarelontano di scaglie di marem entre si levano tremuli scricchidi cicale dai calvi picchi.E andando nel sole che abbagliasentire con triste meravigliacom’è tutta la vita e il suo travaglioin questo seguitare una muragliache ha in cima cocci aguzzi di bottiglia.Novità: Inserita: 10/05/2013Eugenio Montale
Se non avessi vistoSe non avessi visto il soleavrei sopportato l'ombrama la luce ha reso il mio desertoancora più selvaggio. Inserita: 08/05/2013Emily Dickinson
I pastoriSettembre, andiamo. È tempo di migrare.Ora in terra d'Abruzzi i miei pastorilascian gli stazzi e vanno verso il mare:scendono all'Adriatico selvaggioche verde è come i pascoli dei monti.Han bevuto profondamente ai fontialpestri, che sapor d'acqua natiarimanga ne' cuori esuli a conforto,che lungo illuda la lor sete in via.Rinnovato hanno verga d'avellano.E vanno pel tratturo antico al piano,quasi per un erbal fiume silente,su le vestigia degli antichi padri.O voce di colui che primamenteconosce il tremolar della marina!Ora lungh'esso il litoral camminaLa greggia. Senza mutamento è l'aria.Il sole imbionda sì la viva lanache quasi dalla sabbia non divaria.Isciacquio, calpestio, dolci romori.Ah perché non son io co' miei pastori? Inserita: 04/05/2013Gabriele D'Annunzio
TemporaleUn bubbolìo lontano…Rosseggia l’orizzonte,come affocato, a mare;nero di pece, a monte,stracci di nubi chiare:tra il nero un casolare:un’ala di gabbiano. Inserita: 01/05/2013Giovanni Pascoli
Se questo è un uomoVoi che vivete sicurinelle vostre tiepide case,voi che trovate tornando a serail cibo caldo e visi amici:Considerate se questo è un uomoche lavora nel fangoche non conosce paceche lotta per mezzo paneche muore per un si o per un no.Considerate se questa è una donna,senza capelli e senza nomesenza più forza di ricordarevuoti gli occhi e freddo il grembocome una rana d'inverno.Meditate che questo è stato:vi comando queste parole.Scolpitele nel vostro cuorestando in casa andando per via,coricandovi, alzandovi.Ripetetele ai vostri figli.O vi si sfaccia la casa,la malattia vi impedisca,i vostri nati torcano il viso da voi. Inserita: 30/04/2013Primo Levi
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