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Frasi di Joan Miró
La scheda di Joan Miró
Pittore, scultore e ceramista
Nascita: Barcellona (Spagna) il 20/4/1893data morte il 25/12/1983
Esortato dal padre si avvia gli commerciali mentre segue lezioni di disegno, attività iniziata all'età di soli otto anni. Dopo l'esaurimento nervoso provocato dall'impiego come ragioniere, intorno al 1911 decide di offrirsi completamente all'arte: studia per tre anni all'accademia barcellonese Galì e presso circolo il Sant Lluc, nel 1916 apre un proprio laboratorio e due anni dopo espone per la prima volta i suoi lavori, ispirati inizialmente alla corrente artistica del fauvismo. Si sposta a Parigi dove l'esposizione del 1928 lo rende famoso e inaugura la successiva stagione di intensa ricerca artistica che lo porta ad abbracciare la corrente surrealista. Sperimenta l'uso dell'acquaforte, della litografia, ma anche della ceramica, del bronzo e della pittura su vetro, realizzando opere che nel 1954 e '58 gli valgono la vittoria del premio per la grafica e di quello internazionale Guggenheim. E' autore di opere come il dipinto “Natura morta del sabatot”, la serie pittorica “La speranza del condannato a morte”, la scultura “Femme” e le ceramiche collocate nella sede parigina dell'UNESCO “Muro del Sole” e “Muro della Luna”; nel '72 costituisce a Barcellona un'omonima fondazione e poi a partire dal '78 si dedica anche a opere monumentali, come la celebre “Dona i ocell”, e destinate al teatro. Trascorre gli ultimi anni accelerando la nascita di nuove pratiche artistiche tra cui i dipinti a quattro dimensioni e la scultura gassosa.
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La più letta di “Joan mirò”
Il solo modo di rinnovarsi è di svecchiare, di dare un'energia pulita.

Joan Mirò  

Mi è difficile parlare della mia pittura poiché è sempre nata in uno stato di allucinazione, provocato da uno choc qualunque, oggettivo o soggettivo, e del quale sono interamente irresponsabile.
Joan Mirò   Inserita: 20/04/2015

Il surrealismo mi ha permesso di superare di gran lunga la ricerca plastica, mi ha guidato nel cuore della poesia, nel cuore della gioia: gioia di scoprire quel che faccio dopo averlo fatto, di sentire che il senso e il titolo del quadro si gonfiano dentro di me a mano a mano che lo dipingo.
Joan Mirò   

Questa specie di presenza umana nelle cose: ecco che cos'è la mitologia per me. Quel che fa sì che io non consideri un sasso, una roccia, come cose morte. In fondo, quel che dipingo io è soprattutto questa mitologia.
Joan Mirò   

Una scultura deve reggere all'aria aperta, nella natura libera.
Joan Mirò   

L'immobilità per me evoca grandi spazi in cui si producono movimenti che non si arrestano, movimenti che non hanno fine. È, come diceva Kant, l'irruzione immediata dell'infinito nel finito. Un ciottolo, che è un oggetto finito e immobile, mi suggerisce non solo dei movimenti, ma movimenti infiniti che, nei miei quadri, si traducono in forme simili a scintille che erompono dalla cornice come da un vulcano.
Joan Mirò   

Quel che invece è voluto in me, è la tensione dello spirito. Ma è essenziale, a mio avviso, non provocarla con mezzi chimici, come il bere o la droga.
Joan Mirò   

Se vi è qualcosa di umoristico nella mia pittura, non è il risultato di una ricerca cosciente. Questo humour deriva forse dal bisogno di sfuggire al lato tragico del mio temperamento. È una reazione, ma involontaria.
Joan Mirò   

Mi lavavo le mani prima di entrare come se si trattasse di un rito sacro. Ma ero un modello d'inettitudine. (Riferita alla scuola d'arte)
Joan Mirò   

Sentivo un profondo desiderio di evasione. Mi richiudevo liberamente in me stesso. La notte, la musica e le stelle cominciarono ad avere una parte sempre più importante nei miei quadri.
Joan Mirò   

L'immobilità mi impressiona. Questa bottiglia, questo bicchiere, un ciottolo su una spiaggia deserta, sono cose immobili, ma scatenano nel mio spirito profondi sconvolgimenti. Non provo la stessa sensazione davanti a un essere umano che si sposta di continuo in maniera idiota. La gente che va a fare il bagno su una spiaggia e si agita, mi tocca molto meno dell'immobilità di un sasso.
Joan Mirò   

Gli spazi vuoti, gli orizzonti vuoti, le pianure vuote, tutto quello che è spoglio mi ha sempre profondamente impressionato.
Joan Mirò   

Le cose seguono il loro corso naturale. Crescono, maturano. Bisogna fare innesti. Bisogna irrigare, come si fa con l'insalata. Maturano nel mio spirito.
Joan Mirò   

Sono le cose più semplici a darmi delle idee. Un piatto in cui un contadino mangia la sua minestra, l'amo molto più dei piatti ridicolmente preziosi dei ricchi.
Joan Mirò   

Lavoro come un giardiniere o come un vignaiolo. Le cose maturano lentamente. Il mio vocabolario di forme, ad esempio, non l'ho scoperto in un sol colpo. Si è formato quasi mio malgrado.
Joan Mirò   

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