Frasi di Marcello Candia
La scheda di Marcello Candia
Missionario e imprenditore
Nascita: Portici (Napoli) il 27/7/1916data morte il 31/8/1983
Da sua madre – scomparsa prematuramente – acquisisce la fede cattolica, da suo padre, imprenditore, il fiuto per gli affari. Dopo aver collezionato tre lauree – in biologia, farmacia e chimica – inizia a lavorare da apprendista nell'azienda paterna. Chiamato alle armi in occasione del secondo conflitto mondiale, una volta tornato a casa ha modo di dar sfogo al suo bruciante desiderio di solidarietà, impegnandosi in opere missionarie e aiutando perseguitati politici ed ebrei, impegni benefici che lo spingono a fondare la rivista “La Missione” e a collaborare alla realizzazione dell'istituto assistenziale “Villaggio della Madre e del Fanciullo”. Nel 1961, all'età di cinquant'anni, i suoi progetti umanitari evolvono: vende l'azienda e diventa missionario laico lanciandosi nella costruzione di un ospedale – ceduto poi all'ordine dei Camilliani – con sede nella brasiliana Macapà, dove dal '65 risiede in pianta stabile. Non sarà la sua unica iniziativa: grazie ai suoi sforzi benefici sorgono centri sociali anche nelle città di Marituba, Prata e Bel Horizonte; iniziative per cui nel '75 “Machete”, la più famosa rivista brasiliana lo definisce “l'uomo più buono del Brasile”. Un anno prima della morte dà vita alla sua omonima fondazione, tutt'oggi attiva, e nel momento della sua dipartita viene istituito il premio internazionale che porta il suo nome. Nel 2014 viene approvato il decreto che gli conferisce il titolo di Venerabile della Chiesa cattolica.
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La più letta di “Marcello candia”
Cristo non ha mani
Cristo non ha mani
ha soltanto le nostre mani,
per fare il suo lavoro oggi.
Cristo non ha i piedi,
ha soltanto i nostri piedi
per guidare gli uomini
lungo la sua strada.
Cristo non ha labbra,
ha soltanto le nostre labbra
per parlare agli uomini di oggi.
Cristo non ha mezzi,
ha solo il nostro aiuto
per condurre gli uomini a sé.
Noi siamo la vera Bibbia
che i popoli leggono ancora!
Siamo l’ultimo messaggio di Dio,
scritto in opere e parole.
Marcello Candia  

Trovandomi (...) immerso in una realtà estremamente dolorosa e disumana, spesse volte, pregando il Signore per i miei fratelli, mi vien fatto di aggiungere subito: "Signore, fa che io sia sincero quando li chiamo fratelli". Sul piano umano sarei certamente molto demoralizzato e non saprei come continuare l'opera. Solamente la fiducia in Dio mi dà la forza di non abbandonare il posto. Per poter far questo, insieme con tutte le altre persone che con me a Macapà e a Marituba sono impegnate e mi sono tanto d'esempio, abbiamo proprio bisogno del vostro appoggio ideale, della vostra convinzione e della vostra preghiera.
Marcello Candia   

Io ho, per prima cosa, l’urgenza che voi accettiate di dire al Padre: “Signore, aiuta l’Ospedale sul fiume, la sua gente sofferente, quelli che le stanno attorno e si prodigano. Signore, tu solo puoi dare movimento ai progetti e agli scopi".
Marcello Candia   

Ho lavorato, ho pregato… ma adesso il Signore Gesù mi dà la cosa più alta, mi dà la sofferenza… donandomi la possibilità di abbandonarmi a Lui con tutta la mia gioia e il mio amore.
Marcello Candia   

Desideravo morire di una malattia pulita e invece dovrò morire sporco e pieno di piaghe. Per fortuna il Signore ci nasconde sempre il peggio.
Marcello Candia   

Pregate per me. Sono io che vi prego di pregare. I soldi, gli aiuti, le braccia, i ponti aerei, le decisioni di farmi da retroterra per sostenermi vengono dopo. Tutto viene dopo la preghiera.
Marcello Candia   

Il mio modo di pensare è cambiato. Venendo dall'industria, sulle prime facevo previsioni, programmi, progetti. Pian piano mi sono accorto che quando si ha a che fare con Dio le cose cambiano. (…) E così ho imparato che un ospedale per i poveri, per funzionare bene, deve essere sempre “in deficit”.
Marcello Candia   

Qui (nell'ospedale di Macapà) il Signore ci aiuta sempre in maniera meravigliosa e sempre inaspettata, ma forse per farmi capire che sono di “dura cervice”, siamo stati provati e spesso sommersi di nuove difficoltà. E per sopravvivere non ci resta che la Fede semplice e salda, direi come fanno i nostri bambini della pediatria, quando piangono rumorosamente si aggrappano ed abbracciano le infermiere, le suore ed il medico quasi per non perdere l’istinto di vivere. Questa scena la vedo tante volte al giorno e quasi mi è di insegnamento, come al di là di ogni difficoltà, amarezza e fallimento umano, per colpa nostra o degli altri poco importa, c’è sempre e solo Gesù Cristo con la sua certezza di verità e di amore.
Marcello Candia   

In tutto ciò che il Signore mi fa incontrare io mi ci butto dentro.
Marcello Candia   

Io sono un laico, ma anche un consacrato. Il battesimo mi ha trasformato, la cresima mi ha impegnato a diventare un testimone di Cristo, non ho bisogno d’altro.
Marcello Candia   

Io sono un semplice battezzato.
Marcello Candia   

Quando cammino per strada ripeto sempre: “Signore dammi la fede".
Marcello Candia   

 12 frasi di 'marcello candia' su 12 in archivio 


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