Frasi di Sergio Zavoli
La scheda di Sergio Zavoli
Giornalista, scrittore
Nascita: Ravenna il 21/9/1923data morte il 5/8/2020
E stato un giornalista e scrittore italiano, inizia la carriera alla RAI nel 1947 come giornalista radiofonico, coniando un nuovo genere di documentari realistici senza ricostruzione in studio. Nel 1968 passa in TV realizzando trasmissioni di successo come TV7 e Controcampo. Fu anche nominato direttore del GR1 (1976) e divenne presidente della RAI (1980-86). Nel 1981 pubblica anche il suo primo libro, Socialista di Dio, che vince il Premio Bancarella e si avvicina alla politica ed al Partito Socialista. Dopo una parentesi editoriale al quotidiano 'Il Mattino' ed altre riviste periodiche, intensifica la sua carriera politica e viene eletto come Senatore della Repubblica dal 2001 al 2018. Scrisse numerosi saggi fra cui ricordiamo Viaggio intorno all'uomo (1969) e La notte della Repubblica (1992).
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La più letta di “Sergio zavoli”
La bicicletta è un modo di accordare la vita con il tempo e lo spazio, è l’andare e lo stare dentro misure ancora umane.
Sergio Zavoli  

La rivoluzione non è più il cambiamento, è la velocità del cambiamento.
Sergio Zavoli   Inserita: 05/08/2020

Quando la RAI si accorse di me?
Allora ero il direttore di Radio Venezia, in viaggio verso Roma, si fermò a Rimini per riposarsi al caffè Forcellini. Quella domenica ero alle prese con il derby Ravenna-Rimini. Terminata la cronaca, il direttore segnalò a Roma uno studente che raccontava il calcio con una tonalità, a suo dire, inedita. Parlava allo straordinario capo delle Radiocronache, Vittorio Veltroni, padre di Walter. La Rai, non disposta a cedere alla richiesta di aumentare il compenso del celebre Nicolò Carosio, mi chiese se ero disposto a trasmettere, sperimentalmente, Bologna-Genova. Il mercoledì un telegramma mi invitava a Roma, via Asiago 10, “per comunicazioni”. La domenica raccontavo, in diretta, Roma-Fiorentina. Poco dopo, Veltroni mi segnalò a Cesare Zavattini, suggerendogli di ascoltarmi
Sergio Zavoli   Inserita: 01/06/2020

Se è vero che ci sono dei valori che nascono all'interno delle società a seconda del tempo che queste società hanno il destino di vivere, nondimeno ci sono valori che attraversano queste società e che lasciano segni, tracce, destinati a durare perché quei valori hanno un carattere assoluto.
Sergio Zavoli   

L'ingresso di nuovi strumenti mediatici come la televisione da una parte e la velocità della comunicazione dall'altra, provocano sconquasso all'interno della nostra capacità di vivere e di capire quello che ci succede.
Sergio Zavoli   

Sul piano politico nell'Italia degli anni 70 si vivono i mesi dell'emergenza. Il governo di solidarietà nazionale va incontro a una vita problematica. Le tensioni di quei giorni non risparmiano nemmeno il Quirinale. Il presidente Leone, investito da un tiro incrociato di critiche e attacchi, sceglie di dimettersi. È la prima volta che ciò accade nella storia della Repubblica. Con voto plebiscitario il Parlamento elegge Sandro Pertini alla più alta carica dello Stato. In sessanta giorni muoiono due papi, Paolo VI e Giovanni Paolo I, cioè Albino Luciani. Sul soglio di Pietro sale un cardinale polacco, Karol Wojtyla; si chiamerà Giovanni Paolo II.
Sergio Zavoli   

Nel periodo del fascismo gli insegnanti venivano a scuola in divisa. Quando uno di loro esordiva: “A chi il Duce?”, rispondevamo: “A noi!”. Fuori cantavamo inni luminosi (“Dio ti manda all’Italia come manda la luce, Duce, Duce, Duce!”), con le lusinghe dei balconi gremiti di fanciulle. Il comandante diceva: “Voglio che nel mio plotone sia traslata la disciplina prussiana alla quint’essenza!”. Poi si voltava per vedere se qualcuno rideva. “Chi sghignazza là in mezzo?”. “Io”, rispose Ovo, che prendeva il soprannome dalla sua grassezza. “Bravo, mi piace la tua lealtà. Come ti chiami, giovane camerata?”. “Mi chiamano Ovo”. “E ti sta bene! Mangia, mangia, che ti aggiusta il Duce”.
Sergio Zavoli   Tratta da: Intervista al Corriere della Sera del 05/2018 

Un ragazzo che oggi è in terza media, quando le Brigate rosse rapirono Aldo Moro e ne uccisero la scorta aveva zero anni. Ai tempi di piazza Fontana i suoi futuri genitori forse non si conoscevano. Questa nostra inchiesta è in un certo senso dedicata a lui, nato nell'ora più atroce del terrorismo e cresciuto senza poterne capire gli sviluppi e la progressiva decadenza. Oggi, quel ragazzo ha davanti una vita in qualche modo tracciata anche da come il Paese, senza di lui, ma anche per lui, è uscito da quel tunnel.
Sergio Zavoli   

Non sarà una risposta militare, ma l'isolamento civile e la solitudine morale a scoraggiare i nuovi terroristi.
Sergio Zavoli   

 9 frasi di 'sergio zavoli' su 9 in archivio 


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