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“Il senso della vita” è un prodotto che richiederebbe un'attenzione che la tv oggi non può dare. (Riferita all'omonima trasmissione)
Da: TV Sorrisi e Canzoni - 18/05/2012

A me piace cambiare. Negli ultimi mesi mi sono goduto la famiglia, ma sarebbe follia vivere solo di quello. Ora mi godo il lavoro, ma sarebbe follia vivere solo di quello.
Da: TV Sorrisi e Canzoni - 10/09/2012

Mi piace una tv che fa le domande e sta ad ascoltare le risposte. Troppo spesso chi fa domande è troppo compiaciuto e non ascolta l'interlocutore.
Da: Corriere della sera - 17/12/2010

Lavorare per Rai Uno è come camminare sulle uova. Ognuno dice la sua.
Da: Corsera Magazine - 27/10/2005

Hanno fatto bene in tv, ad utilizzare un dialetto più superficiale, meno caratterizzato, meno colorito, ma comprensibile. La tv deve comunicare con ampio pubblico, è giusto che sia così. Del resto anche i libri, con le dovute differenze tecniche, dovrebbero essere scritti per essere letti, non per una ristretta aristocrazia intellettuale.

Il giallo funziona, ed è vera letteratura. In televisione la tecnica del giallo, se ben riprodotta, può dare ottimi risultati.

Montalbano dice di amare quel che resta della Sicilia ancora selvaggia: avara di verde, con le casuzze a dado poste su sbalanchi in equilibrio improbabile, e questo piace anche a me ma credo che sia piuttosto un gioco della memoria.

Se dovesse capitare, ben venga, non cambierebbe il mio lavoro: la gravidanza non è una malattia.

Ho avuto un piccolo problema ma ora è tutto a posto, altrimenti non sarei tornata in Italia per girare la nuova sitcom (Riferita alla gravidanza)

La gente ha voglia di cose pulite, che anche i bambini possano guardare.
Da: TV Sorrisi e Canzoni - 24/01/2014

Manca il rispetto per questo lavoro. A volte sono tentata di smettere.
Da: TV Sorrisi e Canzoni - 24/01/2014

Bisogna dare l'anima a un personaggio.
Da: TV Sorrisi e Canzoni - 24/01/2014

Noto che molte giovani attrici d'oggi si sentono tutte dive. A loro basta fare una settimana sull'Isola dei famosi per ritenersi arrivate. Pensano di essere già Meryl Streep, mentre meriterebbero un calcione nel sedere. Io parto da altri principi: ho un rispetto enorme per il pubblico. Ancora oggi studio il mio personaggio fino allo spasimo, e gli do tutto di me. Non imbroglio, non tiro a campare, non do fregature. E credo che questo il pubblico lo senta.

Da anni interpreto soprattutto ruoli di madre. Sono sempre stati quelli che ho preferito. Mi piaceva fare la madre già quando avevo solo l’età per fare la figlia. Tanto che dovevano invecchiarmi col trucco, per rendermi credibile.

Mi piace conoscere i mie limiti e lavorare per superarli.

In Italia c’è molto controllo della politica sulla tv. Lo si capisce anche dal fatto che quando cambia il governo cambiano i direttori dei tg.

Sono stato a capo di un progetto meraviglioso, ideato da un grande come Mentana. Quattro anni bellissimi, con alti e bassi. (Riferita alla trasmissione "Matrix")

Condurre Matrix è stato un mettersi in gioco, vedere se sono capace di fare questo genere di giornalismo.

La sfida è fare un lavoro diverso, a 40 anni (...) E poi lavorare in lingua italiana, la mia lingua madre, concentrandomi sul mio Paese, riappropriandomi quasi della mia identità.

Attenzione, io ho molto lavorato negli uffici di corrispondenza lontano da "carrozzoni", coprendo vaste aree con l'aiuto di un operatore. Ora ho una struttura e una redazione molto rodata. Poi i Balcani, il Vaticano, i viaggi inaspettati, tutti argomenti che affrontavo d'istinto, con l'anima del cronista.

Quando mi hanno comunicato la chiusura di “Matrix”, un anno fa, avrei dovuto difenderlo di più. Dovevo dire pubblicamente che era uno sbaglio chiuderlo, specie in un anno politicamente così importante.

Ho 44 anni, mi è stato offerto prima Matrix, poi il programma della domenica in diretta di Canale 5, sono delle sfide che qualsiasi giornalista vorrebbe avere.

Non date troppo ascolto a quello che sentite in tv e soprattutto ai telegiornali. Ascoltate i vostri amici, i vostri eroi, i vostri amori, quelle sono le cose che contano.

Noi, che facciamo della musica, con la musica chiaramente cerchiamo di far divertire, di portare gioia nelle vite della gente che naturalmente sono complicate... Però una cosa che vorrei dire è sempre quella... Chi detiene il potere ha molto interesse che la gente sia triste e abbia delle paure... Per la tristezza noi possiamo far qualcosa perché portiamo della gioia, per le paure secondo me dovete guardare meno i telegiornali e guardarvi di più nel vostro mondo piccolo, che poi è quello che conta.

Quando il talento ti passa accanto, non puoi non riconoscerlo.

In realtà io non sono fatta per la televisione. Sono bidimensionale, terrorizzata dall’idea del 3D, perché forse un giorno il pubblico scoprirà che sono piatta come lo schermo.

Con la tv il rischio è la routine, un po' come con gli uomini, e siccome sono instabile sentimentalmente adesso finirò per vedermi con il cinema.

Sono nato con la tv in bianco e nero , con il mito di Bongiorno, Corrado, Tortora. Signori che conducevano con signorilità, rispetto, mai con la parolaccia a tutti i costi o la battuta urlata.

Sono vent'anni che faccio questo mestiere nel modo più corretto, onesto possibile e soprattutto in modo da non turbare mai la sensibilità di nessuno: dalla nonna di ottant'anni al ragazzino adolescente di quindici.

Non vivo di rendita. Sono una persona normale che vive del suo lavoro. Così non credo che esistano persone devote a un’azienda, per tutta la vita. Ognuno va a sposare un progetto, un’idea o un direttore. Per essere innamorati bisogna essere innamorati in due. Se non sei corrisposto non ti puoi intestardire.

A qualsiasi ora, un quiz incuriosisce il telespettatore e anche me.

Seguo tanto la tv che c’è nel mondo, è una passione che ho sempre avuto.

Il nostro mestiere è un po’ come quello di un attore che se recita sempre lo stesso ruolo viene troppo identificato e deve necessariamente diversificare.

Il quiz è un genere che amo ma io faccio ancora la radio e il varietà e la musica sono parte del mio mondo. Vero è che la gente quando pensa ad Amadeus, pensa al quiz e sarei felicissimo di ritornarci.

Per la verità io non sono neanche uno che ama le ospitate. L'ospite per me deve avere una funzione di spettacolo al servizio del programma. Molti ancora si ricordano di quando sono stato ospite di Stasera pago io di Fiorello. Mi invitò per fare una gag in cui facevo il violinista.

Io e Sabrina Ferilli siamo due bad girl. Dovreste leggere i nostri sms. Altro che caserma.

Volgare è la falsa comunicazione.

Quello che facevo quando entravo per Le jene con una telecamera e un microfono in Parlamento e parlavo con i politici. Facevo domande senza dire niente, e loro rispondevano. Ho dimostrato agli italiani che i politici hanno risposte già pronte, qualsiasi cosa tu dica.

Ho faticato tanto ma ho sempre avuto un angelo custode dietro le spalle.

E' una donna fantastica che va al mercato a fare la spesa da sola, cucina quello che mangia. Vuole molto bene alla gente e anche se non lo dice è una donna generosa. (Riferita a Raffaella Carrà)

Per me è un complimento quando la gente mi dice che sono cattivo. A mettersi la cravatta per dire buonasera e fare sorrisoni siamo capaci tutti.
Da: TV Sorrisi e Canzoni - 08/09/2011

Io preferisco personalizzare i programmi che conduco, metterci qualcosa di mio.

Io mi adatto sempre ai format, mettendoci pure antipatia se serve.
Da: TV Sorrisi e Canzoni - 08/09/2011

Io sono un clown, un giullare, sono nato per divertire.

Io dico che la volgarità è quella della loro tv, quella dei conduttori che dicono: "Buonasera, facciamo un bell'applauso". È quella delle trasmissioni alle quali il pubblico va perché lo pagano 80 euro a sera. Alle mie trasmissioni non viene pagato nessuno. Vengono perché si divertono. Oggi la tv è ipocrita, è finzione.

(Da bambino) mi piaceva anche molto la tv: sono cresciuto con Mike Bongiorno e Corrado, sognavo di fare il presentatore.
Da: Io donna - 12/11/2011

Sono davvero molto timido. Ho passato un sacco di tempo nella mia stanza da solo a leggere, scrivere o guardare la televisione.

Mio padre è un maestro, io sono un pittore della domenica. Non è vero che lo imito anche perché il mio modello è Sordi e come lui ho incarnato in tutti questi anni il ruolo dell'italiano imbroglione, del palazzinaro ed ho reso simpatici dei personaggi tremendi mettendo in scena le loro debolezze.

Sono il centrocampista ideale, come disse Maurizio Costanzo quando era direttore di Canale 5. Se sei un attaccante tutti i giornali parlano di te, ma il lavoro grosso è far girare bene il pallone.
Da: TV Sorrisi e Canzoni - 07/07/2013

Farò una confessione: "Io canto" mi ha cambiato la vita professionale. Non finirò mai di ringraziare chi mi ha convinto a condurre quella trasmissione perché, se fino a qualche tempo prima la gente mi fermava per strada e attaccava con il tormentone "Gerry, l'accendiamo?" o cose di questo genere, adesso mi fermano e dicono: "Gerry, l'altra sera lei mi ha fatto piangere per l'emozione".
Da: La Stampa - 11/04/2010


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