×
Ultime Frasi
Frasi di Film
Frasi Celebri
Aforismi
Frasi Amore
Frasi Belle
Frasi Poster
Film Poster
Indovinelli
Rompicapo
Poesie
Proverbi
Modi di dire
Palindromi
Scioglilingua
Auguri Feste
Argomenti
Top mese
INDICI ED ELENCHI
+ Elenco Autori + Elenco Attori + Film A-Z + Film per Anno
NETWORK PaginaInizio
⚒ Servizi e strumenti ⇐  Chiudi menù
© Adv Solutions SRL (2005-2021)
Il ruolo di regista l’ho sperimentato da poco nel mio primo cortometraggio: mi ha divertita tanto, hai la situazione nelle tue mani e sei tu che decidi cosa fare, come farlo…non male, no?

Ho scelto proprio questo mestiere perché vivere solo la mia vita sarebbe stato…noioso! Entrare ogni volta in personaggi diversi è lo scopo della recitazione, il vero divertimento.

Non vengono scritti molti ruoli belli per le donne, specialmente ora. Pensiamo invece agli anni Settanta, Monica Vitti, Mariangela Melato: i loro ruoli erano costruiti su di loro, ed erano fantastici, eterni.

Nel cinema è un po’ comune che l’uomo sia il protagonista, forte e vincente, con la donna che gli fa da spalla, in seconda linea.

Se ne è andato in un modo suo, coraggioso, particolare. (Riferita al regista Mario Monicelli)

Vorrei poter essere al volante di ogni acrobazia (Riferita al film "Fast and Furious")

Mi da un po' fastidio quando dicono che mi scelgono nei film perché sto bene senza maglietta. Ma ho un carattere competitivo, così quando le persone cercano di categorizzarmi, la cosa mi stimola. E in questo modo faccio del mio meglio per dimostrare il contrario.

E’ bello potere confrontarsi con persone sempre nuove, che alzano sempre più il livello qualitativo. Conosco quasi tutti a Hollywood e posso dire che per la maggior parte si tratta di persone in gamba.

Per quel film ho provato sentimenti fortissimi. Per quanto pazzo possa sembrare quello che sto per dire, non c'è molta differenza fra quello che si prova girando un film su un evento così drammatico e il viverlo davvero. La mia vittoria in quel film è la vittoria di chi ha subito davvero l'uragano e ne è uscito. (Riferita al film "Hours")

Il primo film era una storia leggera, di macchine veloci, uomini coraggiosi e belle ragazze. Nel tempo le cose sono cambiate, io sto invecchiando e c'è una ragione per cui sono ancora qui a fare Fast & Furious: la saga è cresciuta con noi.

Mi piacciono le cose semplici. Mi piace entrare di nascosto al cinema: sono un appassionato di cinema.

In realtà non ho mai voluto fare il comico, non ho alcun background e a dirla tutta non mi vedo neanche come un tipo da commedie. Sono finito a recitare in film divertenti perché le prime cose che scrivevo insieme a Wes Anderson facevano ridere, tutto qui.

Il processo di avvicinarsi a un personaggio è per me simile per ogni film, ma poi dipende dal regista. Wes è molto preciso con la sceneggiatura e le battute. Con Woody, invece, non abbiamo mai parlato della sceneggiatura e non mi ha mai dato indicazioni o suggerimenti o mi ha detto come dovevo recitare (...). Quindi hanno due modi molto diversi di agire. E così è per ogni regista, come nella vita ognuno ha la sua personalità.
Da: Oggi - 22/08/2013

So che nel mio lavoro si corre questo rischio, in particolare quando si comincia a invecchiare, ma non c’è niente che possa realmente fare se succede. Spero non avvenga.
Da: Oggi - 22/08/2013

Tutti e due amiamo improvvisare e abbiamo lo stesso senso dell’umorismo, quindi ci troviamo benissimo insieme. (Riferita a Ben Stiller)

Nel nostro ambiente la cosa più trasgressiva è essere normali. Il mondo è già abbastanza pazzo.
Da: la Repubblica - 25/02/2011

Non amo gli attori che partono da sé stessi invece che dal testo.
Da: la Repubblica - 25/02/2011

Come Fellini con Mastroianni, Scorsese ha scelto me come suo alter ego sullo schermo.

Adoro lavorare in Europa e specialmente in Italia.

La cosa più difficile dell'essere famosi è che la gente è sempre molto gentile con te. Quando parli sono sempre tutti d'accordo con te. Ma si ha bisogno di persone che ti dicano cose che non vuoi sentirti dire.

Fare un film non è solo andare sul set. Io sono spesso coinvolto nella stesura della sceneggiatura e nella scelta del cast.

Alcuni dei grandi cineasti con cui ho lavorato mi fanno sempre venir voglia di tornare di fronte alle cineprese.
Da: Grazia - 12/04/2012

Non sono mai stato tra gli attori più entusiasti e stakanovisti. Recito solo quando ne ho davvero voglia.
Da: Grazia - 12/04/2012

Per me è stato il piacere di fare qualcosa di completamente diverso. E di non dover andare al trucco, ogni mattina alle cinque. Un impegno di cui, a 51 anni, comincio a essere stanco. Di solito sono un tipo difficile nella scelta dei film, ma su questo non ho avuto dubbi. È divertente e leggero, ma anche intelligente e sofisticato. (Riferita al doppiaggio di "Pirati! Briganti da strapazzo")
Da: Grazia - 12/04/2012

Erano anni che molti mi chiedevano di fare qualcosa contro le pratiche illegali dei tabloid, ma io non ne volevo sapere, per discrezione. Sono intervenuto per una sola ragione: mi hanno fatto uscire dai gangheri.

Essere diventato padre non ha cambiato la mia vita né la mia cronica pigrizia e indecisione nello scegliere o accettare ruoli.
Da: Il Messaggero - 07/03/2012

Non sono un tipo che tiene all'Oscar. Se no avrei già avuto non so quanti esaurimenti nervosi.

Io penso che la gente (ad Hollywood) si prenda così sul serio da non capire i miei modi modesti. Io dico 'Oh per favore, è un film brutto e io sono terribile', e loro mi prendono in parola. È abbastanza grottesco.

Adesso ho capito che devo accettare anche il gossip: la mia vita è questa, per quanto pazzesco possa sembrare. Sì, è una vera follia.
Da: Io donna - 10/07/2014

Era un periodo molto difficile. Non era facile trovare lavoro e i soldi scarseggiavano. (...) A salvarmi è stato Harry Potter.

Avere un’immagine che la gente riconosce è la cosa che probabilmente ti ripaga di più, ma è anche la cosa che virtualmente ogni attore al mondo non vuole.

Soffro di fobie riguardo alla mia immagine. Non ho addominali da urlo e non vado in palestra. Non ci tengo a togliermi la camicia, preferirei ubriacarmi.

Con la fine di Twilight improvvisamente mi accorgo di essere trattato come un attore vero e proprio.

Preferisco ancora le produzioni indipendenti alle major, che ti tolgono libertà.
Da: Marie Claire - 18/09/2013

Considero la recitazione una questione di esercizio, il talento da solo non basta.
Da: Grazia - 18/01/2012

Ho una predilezione per i personaggi complicati. Muovermi su terreni tranquilli e botteghini garantiti non fa per me, voglio rischiare.
Da: Grazia - 18/01/2012

Sono uno di quegli attori che ogni volta che si rivede cerca sempre di capire gli errori che può avere commesso.

Si aspetta che tutti diano tutto, non solo gli attori, ma anche la troupe e lui stesso. Lavorare con lui è sempre un'esperienza molto speciale e molto istruttiva. (Riferita al regista Steve McQueen)

Non mi piaccio, non sono stata una di quelle attrici che appena dato lo stop corrono al monitor a controllare il risultato (del look). Però ero brava, imparavo la parte senza incertezze e quando le amichette dei produttori, certe belvette che non non avete idea, non si accaparravano la parte in anticipo, venivo anche assoldata. Ero concreta, senza fronzoli.
Da: L'Huffington Post - 28/09/2014

Manca il rispetto per questo lavoro. A volte sono tentata di smettere.
Da: TV Sorrisi e Canzoni - 24/01/2014

Bisogna dare l'anima a un personaggio.
Da: TV Sorrisi e Canzoni - 24/01/2014

Noto che molte giovani attrici d'oggi si sentono tutte dive. A loro basta fare una settimana sull'Isola dei famosi per ritenersi arrivate. Pensano di essere già Meryl Streep, mentre meriterebbero un calcione nel sedere. Io parto da altri principi: ho un rispetto enorme per il pubblico. Ancora oggi studio il mio personaggio fino allo spasimo, e gli do tutto di me. Non imbroglio, non tiro a campare, non do fregature. E credo che questo il pubblico lo senta.

Da anni interpreto soprattutto ruoli di madre. Sono sempre stati quelli che ho preferito. Mi piaceva fare la madre già quando avevo solo l’età per fare la figlia. Tanto che dovevano invecchiarmi col trucco, per rendermi credibile.

Devi aggiustare le prospettive. Il mercato ti strumentalizza? Pensa a te stesso. Se cadi, reagisci.

Alla fine degli anni Novanta ero molto stanca, la competizione continua era insopportabile. La carriera non è mai stata una priorità: mi è sempre piaciuto “rinascere”.
Da: Oggi - 16/05/2012

Le meraviglie della vita quotidiana sono emozionanti. Nessun regista cinematografico sarebbe capace di comunicare l'inatteso che si incontra per le strade.

Sa perché dicono che sono avaro? Perché i soldi non li sbatto in faccia alla gente, come fanno certi miei colleghi.

Se il mondo fosse come lo presenta un certo cinema d'oggi, sarebbe un incredibile confusione.

Se Fellini mi dicesse: "Albe', ho una parte per te nel mio prossimo film..." Eh, allora come faccio a dire di no? Con Federico ho fatto «Lo sceicco bianco», «I vitelloni», e se so' quello che sono, oggi, lo devo anche a lui, no?


PaginaInizio.com
© Adv Solutions SRL (2005-2021)