Frasi di Paolo Rossi
La scheda di Paolo Rossi
Calciatore italiano
Nascita: Prato il 23/9/1956data morte il 9/12/2020
Paolo Rossi, soprannominato Pablito, è nato a Prato il 23 settembre 1956. All'età di 9 anni inizia a giocare a calcio con il Santa Lucia per poi raggiungere il grande successo negli anni 80 con la Juventus di Trapattoni, con la quale vinse diversi trofei, tra cui due scudetti, una Coppa Italia, una Coppa delle Coppe, una Supercoppa europea e infine la Coppa Campioni nel 1985. Nel 1982 giocò con l’Italia guidata da Enzo Bearzot e proprio in quell'anno la Nazionale vinse il mondiale spagnolo, mentre Rossi conquistò l'ambitissimo Pallone d’Oro. Paolo Rossi non è stato solo un giocatore di calcio, lo abbiamo visto anche lavorare come opinionista per Sky Sport, Premium Sport e Rai e nel 2011 partecipare anche come concorrente alla trasmissione 'Ballando con le stelle'. Nel corso della sua carriera si cimentò anche nel canto, realizzando nel 1980 un 45 giri con il brano 'Domenica, alle tre'. In politica si candidò alle Europee con Alleanza Nazionale. A seguito di una lunga malattia muore a Roma la sera del 9 dicembre del 2020.
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Ho visto gente di Parigi visitare il Louvre e poi andare a mangiare da McDonald's. Ho visto gente di Londra andare a visitare il British Museum e poi andare a mangiare da McDonald's. Ho visto gente di Milano andare a visitare McDonald's, e poi non sapere dove andare a mangiare.
Paolo Rossi  

Dopo alcuni anni dalla mia tripletta contro il Brasile ai mondiali del 1982, tornai in Brasile e un tassista mi riconobbe subito: "Dovresti scendere da questa macchina, sei il boia del Brasile!"
In realtà dovrebbero ringraziarmi, perché da quella sconfitta impararono molto, cambiando anche modo di giocare.
Paolo Rossi   Inserita: 11/12/2020

 Il messaggio di un campione ai giovani

Paolo Rossi   Inserita: 10/12/2020

Noi vivevamo il calcio con passione. Non dubito che oggi sia lo stesso, perché quando scendi in campo dimentichi tutto il resto, però è vero che noi eravamo ancora una generazione di calciatori che potevano essere toccati. Proprio così: toccati. Ora invece i giocatori sono percepiti dai tifosi come distanti, inaccessibili. Ai miei tempi uscivi dall'allenamento e ti fermavi a parlare con la gente, il giornalista ti prendeva sottobraccio e nasceva l'intervista. Ora bisogna passare attraverso mille filtri e livelli.
Paolo Rossi   Inserita: 10/12/2020

Quello fu un Mondiale diverso da tutti gli altri. Non era un successo che riguardasse solo noi, la squadra, ma una vittoria che apparteneva a tutti, coinvolgeva milioni di persone. Era l'82, l'Italia usciva appena dagli Anni di piombo, dal delitto Moro... La vittoria del Mondiale in Spagna spazzò tristezze, angosce e paure. Per il Paese rappresentò un motivo di riscatto, una botta di ottimismo. Per tutti questi motivi dico che fu un Mondiale unico.
Paolo Rossi   Inserita: 10/12/2020

Oggi i calciatori sono diversi, perché ci sono più mezzi di comunicazione, ma nella mia epoca i calciatori non erano in realtà così divinizzati: erano eroi popolari e venivano vissuti diversamente. Oggi i calciatori sono quelli che guadagnano tanti soldi, che hanno belle macchine; noi forse eravamo più passionali e meno materiali, nonostante poi tutti noi abbiamo provato a guadagnare il più possibile.
Paolo Rossi   

Gli attaccanti fanno gol perché ce l'hanno dentro: chi fa gol, ad ogni categoria, ha delle caratteristiche speciali.
Paolo Rossi   

I dubbi e le incertezze fanno parte delle persone coraggiose, di quelli che a un certo punto decidono di mettersi alla prova. È normale avere qualche dubbio o qualche incertezza, ma la volontà, quella di voler arrivare, di farcela, non mi è mai mancata.
Paolo Rossi   

Per sfondare nel mondo professionistico devi dimostrare di poterlo fare. Lo sport è una prova continua, fino a quando smetti sei sotto esame, sempre valutato.
Paolo Rossi   

Quando ho iniziato a giocare, come tutti, avevo delle ambizioni: sognavo di diventare qualcuno che vedevo in tv, come i ragazzi di oggi guardano Messi o Ronaldo. Il mio mito all'epoca era Kurt Hamrin, uno svedese che giocava ala destra nella Fiorentina. E infatti ho iniziato a giocare ala destra, e ho giocato lì fino a 20 anni. Per me Hamrin era un punto di riferimento: mi piaceva il suo modo di giocare, di fare gol. Non dico che avevo quelle caratteristiche ma in qualcosa gli assomigliavo.
Paolo Rossi   

Si trattava direttamente col presidente. Alla Juve, con Boniperti non c'era molto da discutere. Gli sedevi davanti e ti metteva sotto il naso un contratto con la cifra già scritta a matita. E allora cosa siamo qui a fare?, gli chiedevo. Dopo la vittoria del Mondiale 1982, io, Gentile e Tardelli ci litigammo per 10 milioni di lire in più che non voleva riconoscerci. Siamo campioni del mondo, dicevamo, e lui: 'Tanto alla Juve si vince, quello che non vi do adesso lo prenderete in premi'.
Paolo Rossi   

Nell'ultimo decennio credo che Francesco Totti sia stato il più bravo calciatore italiano, probabilmente anche il più continuo. Attraverso le sue doti, grande tecnica, forza fisica e intelligenza sul campo, è stato il calciatore simbolo sia della Roma che della nazionale italiana.
Paolo Rossi   

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