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I talk-show sono la tomba dell’approfondimento e la morte della politica. Mettono sullo stesso piano tutte le opinioni, quella dell’attricetta e quella del ministro del Tesoro. Tutti uguali. Tutti nello lo stesso minestrone.

I talk-show non sono una forma di democrazia. E' confusione. E dopo il decimo minuto è noia. C’è solo chi grida di più. Demagogia. Alla fine ti ricordi solo il conduttore, o gli ospiti. Ma non ne sai di più. Rimani con la sensazione che hai perso tempo. E vai a dormire insoddisfatto. L’approfondimento vero è nel faccia a faccia. Dove ci sono domande vere. Domande per avere risposte.

I conduttori di talk-show hanno abituato i politici a non rischiare niente.

Paradossalmente sono sempre stato fuori dal sistema politico dei partiti. Sono stato nominato direttore di rete nell'unico momento in cui i partiti alla Rai non contavano, quando c’erano i “professori”.

Alla Rai si stava meglio con la Prima Repubblica: il passaggio alla politica bipolare ha distrutto la solidarietà del gruppo dirigente complessivo dell’azienda e quindi la sua solidità di contro potere. La lottizzazione da Prima Repubblica costringeva i partiti a cercare il meglio per vincere la concorrenza. Questo portava a una televisione migliore.

Mixer ha cambiato il modo di fare informazione in tv. L’hanno copiato in molti.

Chi fa una vita pubblica ha una dose di narcisismo obbligatoria e legittima.

Lo spettacolo diventava l’antidoto stesso al sentimento di nostalgia.

I talenti veri sono rarissimi.

Oggi c'è l'illusione di poter dire la propria, ma non è così.

La fotocopia di una formula non è mai bella come l'originale.

Il vero problema della conduttrice di oggi è, più che stare zitta, quello di non saper ascoltare, capire come rispondere all'ospite, avere una continuità e regolarità nel gestire una conversazione.

Oggi il montaggio sembra ridurre la conduttrice a un accessorio.

Una volta c'erano i buffoni di corte che prendevano in giro il re. Oggi ci sono gli attori che fanno satira.

In Italia c’è un bacino più piccolo ma il programma ha un impatto forte, intenso, è un cult.

Voglio assaggiare piatti con carattere, gustare sapori decisi, (...) se cucinare ti rilassa MasterChef non fa per te.

In Italia c'era bisogno di un bel programma di cibo. Il merito è di tutti e di una produzione straordinaria. "MasterChef" si distingue nel mondo della vostra tv.

E’ un onore per me partecipare al Festival di Sanremo, una manifestazione che ha vissuto le esibizioni di mostri sacri della musica, da Mina a Stevie Wonder. E’ anche un po' il sogno di una bambina di cinque anni che lo guardava sempre con la mamma e le diceva: "da grande voglio andare là".

Ho scoperto che oltre a essere un grande professionista è anche un uomo umile e generoso, sempre pronto ad aiutare le persone con cui lavora. (Riferita a Terence Hill)

L’ambiente dello spettacolo sceglie personaggi che hanno fatto parte del mondo dello sport perché sono simpatici, spontanei, sani e danno un buon esempio. (...) Per lo spettatore invece c’è la possibilità di scoprire il personaggio fuori dal suo ambiente. Lo share e l’interesse vengono così catturati.

Mi chiedono: è così cattivo come sembra? E io: no, molto di più. (Riferita a Joe Bastianich)

Di fare la showgirl non mi è mai interessato, l'intrattenimento mi annoia. Mi piace di più il lavoro giornalistico.
Da: la Repubblica - 20/09/2006

Credo sia importante far passare il messaggio che magrezza non fa rima con bellezza.

Di me si conosce poco perché sono molto riservata.
Da: TV Sorrisi e Canzoni -15/02/2014

In Italia le radio e le tv non danno spazio a tutti, bisogna essere fortunati…

Spero di riuscire a farmi apprezzare da una fetta di pubblico che prima non mi conosceva.
Da: TV Sorrisi e Canzoni - 03/10/2014

Finora ho fatto i conti con un’immagine che mi è stata affibbiata negli anni, ma che non mi rappresenta. Mi si accusa di avere un brutto carattere ma non è vero.
Da: TV Sorrisi e Canzoni - 03/10/2014

Spesso la televisione fa trasparire qualcosa che non esiste.

Ho sempre pensato che Gerry Scotti potrebbe essere un personaggio Rai. Lo trovo molto bravo, un pacioccone con una simpatia immediata.

Bisogna sapersi fermare, quando si è in tempo, quando farlo può ancora renderti felice perché magari ti regala emozioni, ruoli che hai accantonato da tempo.

La domenica è sempre stata nel mio cuore: mi ha dato tutto, successo, affetto e, perché negarlo, benessere economico.
Da: TV Sorrisi e Canzoni - 24/08/2013

Un palcoscenico magico. (Riferito a "Zelig")
Da: la Repubblica - 21/03/2010

Voglio camminare da sola, senza scorciatoie.

Se non ci fosse scritto "Raffaella Fico" sulla cover dell'album, nessuno avrebbe detto una parola cattiva.

Amo il mondo dello spettacolo e il piccolo schermo continua ad attirarmi, ma magari ci tornerei per condurre un programma musicale.

Non vedo nulla di male nell’usare il proprio corpo all’inizio di una carriera nel mondo dello spettacolo. E non ho paura che la cosa mi possa etichettare.

Il rap non è stato sdoganato in Italia, sopratutto in televisione.

Il momento strappalacrime mi dà fastidio, piangere davanti alle telecamere è brutto, non fa parte del mio immaginario.

In Italia senza un curriculum istituzionale, senza Sanremo o senza un talent, si chiedono "Ma chi è questo, come si permette di giudicare"?

Governano ormai le multinazionali, che danno lo Stato in concessione a gruppi di potere locale, ma le decisioni basilari vengono prese proprio da questi colossi economico finanziari. Vedo poca speranza per il futuro, visto che il sistema è grande e potente: hanno in mano gli organi di stampa, la tv, la polizia, istituzioni queste, che, nella ottusità religiosa del bravo cittadino, hanno sempre ragione perché fanno i nostri interessi, ma in realtà la loro funzione è sedare. (...) E’ uno scenario orwelliano.

Le condizioni generali sono peggiorate e anche la tv paga il dazio di un periodo di cambiamenti.
Da: TV Sorrisi e Canzoni - 18/05/2012

“Il senso della vita” è un prodotto che richiederebbe un'attenzione che la tv oggi non può dare. (Riferita all'omonima trasmissione)
Da: TV Sorrisi e Canzoni - 18/05/2012

A me piace cambiare. Negli ultimi mesi mi sono goduto la famiglia, ma sarebbe follia vivere solo di quello. Ora mi godo il lavoro, ma sarebbe follia vivere solo di quello.
Da: TV Sorrisi e Canzoni - 10/09/2012

Mi piace una tv che fa le domande e sta ad ascoltare le risposte. Troppo spesso chi fa domande è troppo compiaciuto e non ascolta l'interlocutore.
Da: Corriere della sera - 17/12/2010

Lavorare per Rai Uno è come camminare sulle uova. Ognuno dice la sua.
Da: Corsera Magazine - 27/10/2005

Hanno fatto bene in tv, ad utilizzare un dialetto più superficiale, meno caratterizzato, meno colorito, ma comprensibile. La tv deve comunicare con ampio pubblico, è giusto che sia così. Del resto anche i libri, con le dovute differenze tecniche, dovrebbero essere scritti per essere letti, non per una ristretta aristocrazia intellettuale.

Il giallo funziona, ed è vera letteratura. In televisione la tecnica del giallo, se ben riprodotta, può dare ottimi risultati.

Montalbano dice di amare quel che resta della Sicilia ancora selvaggia: avara di verde, con le casuzze a dado poste su sbalanchi in equilibrio improbabile, e questo piace anche a me ma credo che sia piuttosto un gioco della memoria.


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