Frasi sulla famiglia
Famiglia
Frasi sulla famiglia
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Massime e ricordi di autori o personaggi famosi circa l'ambiente affettivo più caro, la famiglia
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Quando l'epidemia finirà, non è da escludere che ci sia chi non vorrà tornare alla sua vita precedente. Chi, potendo, lascerà un posto di lavoro che per anni lo ha soffocato e oppresso. Chi deciderà di abbandonare la famiglia, di dire addio al coniuge o al partner. Di mettere al mondo un figlio o di non volere figli. Di fare coming out. Ci sarà chi comincerà a credere in Dio e chi smetterà di credere in lui. [In relazione al Coronavirus]
David Grossman  Novità: Inserita: 27/03/2020 Tratta da: Repubblica - 20/03/2020

I soldi non sono tutto, ma sicuramente ti fanno stare in contatto con i tuoi figli.
Jean Paul Getty   Inserita: 28/01/2020

Bisogna sostenere il dialogo aperto tra genitori e figli e favorire la loro emancipazione, i veti del proibizionismo devono essere contrastati.
John Watson   Inserita: 04/12/2019

 Paradiso terrestre

George Bernard Shaw   Inserita: 08/04/2019

 Un dolce insegnamento

Amos Oz   Inserita: 18/10/2018

Io non sono nato in una casta privilegiata, mi ricordo da dove vengo, so perfettamente che mio padre era un maresciallo dei carabinieri.
Sergio Marchionne   Inserita: 01/07/2018

La famiglia è un'istituzione creata dalla natura per provvedere alle necessità quotidiane dell'uomo.
Aristotele   Inserita: 29/05/2018

L'ammontare delle tasse non è tutto, alla fine mi sono detto che conta più vivere a casa, tra gli amici con cui sono cresciuto da ragazzo e poi da giovane adulto, e i dipendenti che sono come una famiglia-azienda.
Ingvar Kamprad   Inserita: 02/02/2018

La mia famiglia è una famiglia semplice, molto legata. Ho quattro figli e sono sempre stati con me.
Jimmy Fontana   Inserita: 01/02/2018

I miei genitori invece stanno, diciamo, un pochino più in periferia, meno giardini. Anche perché io vengo da una famiglia molto più modesta, anzi diciamo pure povera, anzi talmente povera che noi l'arcobaleno lo vediamo in bianco e nero.
Leonardo Pieraccioni   Inserita: 15/12/2017

Non trovo giusto demonizzare la bellezza. L'importante è però volere lasciare un segno, essere curiosi, imparare, guardare altrove. Adesso penso di essere stata fortunata, se non mi sono mai montata la testa lo devo alla mia famiglia, a come mi hanno cresciuta. Però sono partita grazie alla bellezza non al talento.
Isabella Ferrari   Inserita: 29/11/2017

Mia madre era molto preoccupata per me, la sua presenza è stata molto sfocato nella mia vita. Sarà che lei era tedesca e con mio padre corrispondevano agli stereotipi: lei del nord, lui del sud. C'era una grande contraddizione di fondo nella mia vita familiare. E lei è stata molto meno importante di mio padre nella mia vita: quello che volevo, quello che ho sempre voluto, è stato rendere felice mio padre, e riuscire a far sì che lui mi capisse.
Isabelle Adjani   Inserita: 19/11/2017 Tratta da: Intervista "Espresso" del 30 Dicembre 2016

Dopo i 40 anni molte persone si pentono di essersi sposate, ma quasi nessuna si pente di aver avuto un figlio.
La redazione   Inserita: 14/10/2017

Una regina ebbe un figlio brutto e malfatto, per consolarla una fata le promise che suo figlio sarebbe stato pieno di spirito e di intelligenza e avrebbe avuto il potere di dare altrettanto spirito e intelligenza alla persona che avrebbe maggiormente amata. Il bambino venne chiamato Enrichetto dal ciuffo, perché era nato con un solo ciuffo di capelli. Anni dopo, la regina di un regno vicino ebbe due figlie: la prima bella ma molto sciocca, la seconda bruttissima ma molto intelligente e spiritosa. La stessa fata diede alla primogenita la facoltà di rendere bella la persona che avrebbe amato di più. Un giorno la maggiore delle due principesse, andata in un bosco a piangere sulla sua disgrazia, incontra il principe Enrichetto, che avendo visto il ritratto di lei, si era subito innamorato della principessa. Il principe vedendo che la fanciulla era triste e malinconica per via della sua stupidità, le rivelò il suo potere di renderla intelligente e le propose di sposarla alla fine dell'anno. La principessa proprio per il suo poco spirito, pensò che la fine dell'anno non sarebbe mai venuta e accettò la proposta. Da quel momento la principessa divenne tanto intelligente che il re prese a consultarla per i suoi affari di Stato. L'anno a venire la principessa sposò il principe che doveva divenire il più bello del mondo, ma la metamorfosi non fu dovuta in realtà al potere delle fate ma solo alla forza dell'amore. Infatti la principessa, avendo riflettuto sulla perseveranza del suo innamorato e su tutte le buone qualità del suo animo, non vide più né la deformità del suo corpo, né la bruttezza del suo viso.
Charles Perrault   Inserita: 03/08/2017 Tratta da: Fiaba Enrichetto dal ciuffo

Il pane e noi concorriamo insieme circa la famigliarità con l'universale, e sì come i dottori, i filosofi, i gentiluomini, i cavalieri, i signori, i conti, i marchesi, i duchi, i re, gl'imperadori e i papi, con ogni altra spezie di genìa, mangiano lui, così le medesime varietà di genti maneggiano noi. E ne la foggia che la sustanzia del pane su detto nutrisce le turbe che diciamo, resta in noi la volontà de le persone che ci adoprano; onde siamo or larghe, or misere, or piacevoli, or furibonde, or taciturne, or cicale, or facete, or ritrose, ora sapute e ora triviali.
Pietro aretino   Inserita: 03/08/2017 Tratta da: Carte parlanti

Dalla culla e non dalla scuola deriva l'eccellenza di qualunque ingegno.
Pietro Aretino   Inserita: 02/08/2017 Tratta da: Dalle Lettere

C'era una volta uno spaccalegna e una spaccalegna, che avevano sette bimbi, tutti maschietti. Il maggiore aveva solo dieci anni e il più piccolo sette. Come mai, direte, tanti figli in così poco tempo?
E' che la moglie andava di buon passo e non ne faceva meno di due alla volta.
Charles Perrault   Inserita: 01/08/2017 Tratta da: Fiaba Pollicino

Non si insegna mai troppo quello che mai si impara a bastanza.
Pietro aretino   Inserita: 23/07/2017 Tratta da: Dalle Lettere

La vita è come un viaggio in treno con le sue stazioni, i suoi cambi, i binari, i suoi incidenti. Nel nascere saliamo in treno e
ci troviamo con i nostri genitori e crediamo che sempre viaggeranno al nostro fianco, ma in qualche stazione loro scenderanno lasciandoci viaggiare da soli.
Nello stesso modo nel nostro treno saliranno altre persone significative: i nostri fratelli, amici, figli e anche l'amore della nostra vita. Molti scenderanno e lasceranno un vuoto permanente... altri passeranno inosservati!
Questo viaggio sarà ricco di gioie, dispiaceri, fantasie, attese e saluti. La riuscita di questo viaggio consiste nell'avere una buona relazione con tutti passeggeri, nel dare il meglio di noi stessi.
Il grande mistero è che non sappiamo in quale stazione scenderemo, per questo dobbiamo vivere nel migliore dei modi, amare, perdonare, offrire il meglio di noi. Così quando arriverà il momento di scendere lasceremo dei bei ricordi agli altri passeggeri...
Anonimo   Inserita: 11/07/2017

Le case felici sono costruite con mattoni di pazienza...
Harold E. Kohn   Inserita: 22/02/2017

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