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Le ragazze e i ragazzi hanno una grande voglia di vestirsi, si impegnano nella ricerca di un loro stile personale che non prescinde però dai suggerimenti della moda. Hanno adottato quello che chiamo uno stile individualista, che significa che ciascuno prende dalle proposte di ogni stilista ciò che più gli aggrada, mescolando il tutto.

Io non sono un disegnatore di moda: sono un sarto. E’ il mio mestiere. I vestiti li so tagliare e cucire. Non è che lo sappiano fare proprio tutti.
Da: Intervista di Mario Biondi (1991)

Il mio desiderio è quello di dare scelta alle donne per far sì che esca la loro individualità, per provare a realizzare ciò che vogliono. E io penso che le donne vogliano sentirsi belle.

La moda è l'autoritratto di una società e l'oroscopo che essa fa del suo stesso destino.

Chi si ferma è perduto. Tutto ciò che è tabù, nel mio lavoro, va sgominato. Io intendo possedere la moda, scuoiarla viva, tirarle fuori l’anima.
Da: Intervista di Mario Biondi (1991)

Io porto speso la tuta, ma se la società mi imponesse di andar vestito in altro modo, dovrei accettare. A me fanno tenerezza i giovani colleghi del campionato Primavera che portano la cravatta su campi improponibili. Mi fanno tristezza, sinceramente.
Da: Intervista a Vanity Fair (06/2019)

Io non sono un sarto, ma un fabbricante di felicità.

Il più bell'abito che può abbigliare una donna sono le braccia dell'uomo che ama. Ma, per chi non ha la possibilità di trovare questa felicità, io sono qui.

Adesso tutto è possibile, siamo in un momento in cui si può rivoluzionare il mondo della moda, il mondo dell'entertainement, il mondo del beauty...è pazzesco e sono contenta di esserne proprio al centro.

Un bell'abito può essere emozionante come una poesia.

Uomini e scarpe: i modelli migliori spariscono subito.

La legge del lusso non è aggiungere, ma togliere.

Conoscere il mondo non passa di moda.
Da: Corriere della Sera - 03/11/2014

L'eleganza non è farsi notare, ma farsi ricordare.

Non piegarla, non annacquarla; non cercare di farla sembrare logica, non cambiare la tua propria anima seguendo la moda. Piuttosto, segui spietatamente le tue più intense ossessioni.

Il Pregiudizio è una malattia. Così come la moda. Ma non voglio indossare pregiudizi.

Per vestirsi male non serve seguire la moda, ma aiuta.

Il grande designer sa orientare i gusti e proporre soluzioni che il pubblico non si aspetta. Sa creare percezioni positive che inizialmente al pubblico non sono note, e non vi sono ricerche di mercato che avrebbero saputo individuarle.

Come mezzo per raggiungere un fine, fare la modella andava bene, ma ho dovuto prenderne le distanze quando ho iniziato a lavorare come attrice, perché anche se non ero di alto profilo, ho scoperto nei miei primi lavori che avrei dovuto essere indicata come 'modella Gemma Chan.'

Di questi tempi, non basta per le modelle fare solo passerelle e servizi fotografici, devi realizzare video e trovare modi per creare altri contenuti, questo è ciò che penso.

Io sono di Los Angeles, sono abituata a vedere le persone in occhiali da sole e infradito. C'è qualcosa di così romantico in un uomo che indossa sciarpa e cappello fatti a maglia.

Pensavo: "Cosa dovrebbe essere veramente il punk? Che cos'è? Quanto è cattivo?". E tentavo di suonare nel modo più arrabbiatopossibile. Alzavo al massimo il volume del mio piccolo amplificatore. Non avevo assolutamente idea di cosa stessi facendo.

Sembra proprio che senza le celebrities, che non amo, il mercato non si accorga dei prodotti.

Nessuno mi può costringere ad esserefelice a suo modo (come cioè egli si immagina il benessere degli altri uomini), ma ognuno può ricercare la felicità per la via che a lui sembra buona, purché non rechi pregiudizio alla libertà degli altri di tendere allo stesso scopo.

Il burqa non è il benvenuto sul territorio della Repubblica. Non si tratta di un problema religioso, ma di dignità della donna. È un segno di asservimento, di avvilimento.

L'eleganza non è il calciatore o il velino: l'eleganza è l'eleganza.

Nella vita trascino molto i miei rapporti, non posso accettare una separazione tra persone che per dieci anni hanno condiviso il letto. Credo che vi sia un modo per accettare una separazione, per viverla.

In passato i ragazzi vestivano copiando i loro padri. Poi c' è stata la ribellione dei primi anni Settanta, hanno cominciato a vestirsi in modo autonomo, ma hanno adottato le divise, che servivano a inviare messaggi politici. C' erano leader carismatici, persone che davano la linea politica ma anche lo stile di vita e di conseguenza un certo tipo di abbigliamento. Era comunque un modo di vestire che implicava una ricerca, un' attenzione a quello che si indossava. In quel momento la moda era importante.

Anche Michelangelo è stato pagato per fare la Cappella Sistina. A tutti gli artisti che sostengono che lo stanno facendo per amore dell'arte, voglio dire: diventate realisti.

Reggio Calabria è il regno dove è cominciata la favola della mia vita: la sartoria di mia madre, la boutique d'Alta Moda. Il luogo dove, da piccolo, cominciai ad apprezzare l'Iliade, l'Odissea, l'Eneide, dove ho cominciato a respirare l'arte della Magna Grecia.

Le persone che ci guardano, prima che noi apriamo bocca, nei primi sei secondi si sono già fatti un'idea di chi siamo attraverso il solo impatto visivo, attraverso quello che noi indossiamo in quel momento, come lo indossiamo e come lo interpretiamo. I primi sei secondi sono fondamentali, anche senza che la persona abbia mai aperto bocca. Quindi capite com'è fondamentale che l'outfit sia comunicazione, sia mezzo di espressione del carattere di ognuno di noi.

La moda è arte, cultura e storia. Varia in base a quelli che sono gli stravolgimenti economici e sociali dei nostri tempi, segue il mondo e cambia insieme con esso. Quindi la moda è un mix perfetto di tutte queste componenti e spesso, si traduce anche in provocazione ed originalità, ma non è mai solo questo.

Secondo me le mode nascono un po' a Roma e poi esplodono su Milano. È rimasto sempre un po' tutto fermo, a Roma.

Preferisco essere considerato un evoluzionista che un rivoluzionario, uno a cui piace riformare le cose in modo costruttivo. I rivoluzionari puri non sono mai arrivati da nessuna parte, nemmeno nella moda.

Per avere successo, abbronzati, vivi in un palazzo elegante, anche se abiti in cantina, fatti vedere nei ristoranti alla moda, anche se ti sorbisci una bibita, e se chiedi un prestito vai giù pesante.


So di aver fatto un percorso eccezionale, iniziato forse con un pizzico di incoscienza quando avevo solo 22 anni, anche grazie all'ispirazione e al sostegno di mia madre Delia, che mi ha trasmesso amore per la moda e spirito imprenditoriale: con la sua sartoria, nel 1964, aveva firmato le prime divise dell'Alitalia. Guardandomi indietro, mi spavento, quasi, di quanto seriamente e duramente io abbia sempre lavorato. Al mio fianco ho avuto mio marito e ora mia figlia Lavinia, vicepresidente del gruppo Biagiotti.

Io vengo da una tradizione di abiti da occasione. Dal futurismo di Balla e dalla sua teoria della moda antineutrale ho preso spunti interessanti e ho capito che l’occasione diventa la vita, ogni giorno, ogni attimo.

Uno dei segreti del nostro successo è che ci impegniamo a fare grande qualità a prezzi accessibili.

La moda è un asset importantissimo del nostro Paese, che andrebbe difeso e promosso. Credo che bisogna 'fare Italia', bisogna fare molto Italia.

Le signore negli anni '60 usavano la sartoria come fosse lo studio dello psicologo.

Ho detto spesso che avrei voluto inventare io i blue jeans: il capo più spettacolare, più pratico, più rilassante e informale. I jeans hanno espressività, sex appeal, semplicità, tutto ciò che io auspico nei miei vestiti.

Mi addolora fisicamente vedere una donna vittimizzata, resa patetica, dalla moda.

Non avrei mai pensato di scrivere un libro, ma poi mi è stato chiesto e ho pensato che mi sarebbe piaciuto poter raccogliere i miei look preferiti, qualche consiglio pratico per costruire il look perfetto in ogni occasione ed essere sempre se stessi.

Il mio lavoro non ha routine. Mi piace per questo, anche se a volte è destabilizzante. Vivo a Los Angeles e vengo regolarmente a Milano. Vado spesso a New York, Parigi, Londra.

Personalmente ho una predilezione per le scarpe, mi piacciono veramente moltissimo. Per il resto i miei gusti in fatto di moda sono molto lineare, anche nel massimo dell'eleganza un vestito ben tagliato che mi sta bene, come un tubino semplice, ma con una scarpa di pregio è sempre quello che io prediligo,

La moda per le donne è come il calcio per gli uomini: ognuno può sentirsi Mister almeno una volta. E questo è il mio turno.
Da: Sei perfetta e non lo sai - Rizzoli

Devo dire che Milano mi ha aiutata anche a costruire uno stile sobrio, mai ostentato ma che poi si armonizza con la mia personalità. Ecco qui ho assorbito le coordinate del gusto. E ho imparato a vivere la passione per la moda con allegria e misura e mai come un'imposizione.
Da: ilgiorno.it - 11/05/2014

Non credere all'opinione pubblica. L'opinione pubblica è una menzogna continua, i giornali un pasticcio, la moda una cosa tremenda.

La moda ho iniziato a viverla grazie alla musica.

Tutte le culture sub giovanili si sono espresse attraverso un legame profondo tra abbigliamento e musica.

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