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Frasi Spettacolo, TV e Cinema
Frasi e citazioni sul mondo dello Spettacolo
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Se nessuno parlerà male di te, ti devi preoccupare.
  New:03/12/21

Crescendo, non ho mai visto volti asiatici in TV, quindi non mi sembrava un'opzione praticabile.

La danza è una poesia in cui ogni parola è un movimento.

Gi-hun cambia verso la fine della stagione e nell'episodio finale. Penso che il fatto che decida di non salire sull'aereo e andare a trovare sua figlia dimostri che è cambiato, ma allo stesso tempo ha ancora quel buon cuore dentro di sé e sente che questo gioco brutale deve finire una volta per tutte. Tutto per evitare che eventuali concorrenti aggiuntivi vengano sacrificati. Quindi la psicologia di questo personaggio è molto complessa, e passa anche attraverso molteplici cambiamenti.

L'opera fa parte integrante della cultura italiana e non andrà mai fuori moda. Ci saranno sempre un pianoforte e una bella voce a rallegrare i nostri cuori.

Una persona anziana che dice una battuta di spirito poco divertente è triste, un giovane in compenso è penoso.

Lo sforzo disperato che compie l'uomo nel tentativo di dare alla vita un qualsiasi significato è teatro.

Fare Teatro significa vivere davvero ciò che gli altri, nella vita, recitano male.

La lucina rossa della telecamera non mi fa nessuna impressione: la tv non mi condiziona perché non la guardo quasi mai. Non mi nutro di televisione e nemmeno di radio.

Il problema delle televisioni, in generale di tutti i media, è che sono così grandi, influenti e importanti che hanno cominciato a creare un mondo tutto loro. Un mondo che ha poco a che fare con la realtà.

L'artista deve esercitare non solo i suoi occhi, ma anche la sua anima.

Sopra il pianoforte c'era un avviso a stampa: Non sparate sul pianista. Fa del suo meglio.

Una volta Renzo Arbore mi disse che in televisione dovevo andare come mi facevo vedere in casa, in cucina, coi capelli raccolti alla bell'è meglio e poco trucco. Normale. Così feci. E ha avuto ragione.

La musica, tra le tante cose belle che offre, ha la caratteristica di essere non un prodotto commerciale, ma tempo condiviso. E quindi in questo senso il tempo come noi lo intendiamo non esiste più.

Conta di più la vita o l'opera? L'opera, se la vita ne è la superflua coerenza. Se la vita non è coerente con l'opera che produce, il dibattito resta aperto, ma non per me: non conta né l'una né l'altra, entrambe contano solo per l'occasione sprecata di farne tutt'uno. Quindi, via, giù nell'imbuto dell'oblio delle cose che ne nascondono troppe altre per non appartenere più alla fogna dell'arrivare con meno problemi al ventisette del proprio mese che al ruscello di acqua davvero sorgiva e ristoratrice in tutte le sue preziose molecole per l'umanità assetata.

La musica che ascolti da adolescente è quella che definirà la colonna sonora della tua vita.

Penso che ogni personaggio che interpreti abbia un po' di te dentro, non puoi davvero farne a meno.

L'unico bel momento di un'opera è quello in cui la si scrive.

Ho avuto un successo che a volte penso di non meritare, perché sono convinta che ci sia sempre da imparare. E ogni volta che arriva un riconoscimento ancora oggi resto sbalordita.

Mi considero fortunata per la carriera che ho avuto. E' stato difficile resistere, lottare, affrontare i momenti bui, andare oltre. E' stato fondamentale Beppe, che non mi è mai venuto meno perché non è stato soltanto il marito ma il compagno, l'intellettuale, il regista, l'ideatore di centinaia di occasioni e di creazioni indimenticabili.

Io sono un attore, non un attore asiatico. Se imparassimo a non specificare sempre la provenienza e il colore della pelle, in qualsiasi settore e argomento, sarebbe un grande passo avanti.

Non ho mai compiaciuto nessuno. Sono partito dallo sperimentalismo, ho scritto canzoni popolari, girato film, dipinto quadri senza mai accontentarmi della culla protetta o delle sicurezze. Come per magia quelli che mi apprezzavano in una veste, mi hanno dato retta anche quando mutavo essenza senza pretendere che somigliassi a un juxe-box e che a ogni monetina inserita, corrispondesse un loro desiderio. Mi hanno lasciato essere come volevo e se posso dirlo spudoratamente, io sono cambiato e ho fatto tutto il mio percorso solo per loro. Me ne frego delle sicurezze e me ne frego di offrirle.

Io sono stato creato, se così posso dire, soprattutto per fare canzoni, a un certo punto della mia carriera mi sono reso conto di essere venuto al mondo soprattutto per uno scopo: far conoscere alla gente argomenti ardui grazie a una musica fornita di una forte capacità comunicativa.

Per favore guardate il nostro film sullo schermo più grande possibile e portate tutti quelli che conoscete a vedere tutti i film premiati quest'anno. Tornate al cinema!
Da: Dopo la vittoria agli Oscar 2021 per il film Normadland

Non è facile capire l’America appena arrivati...è una terra, questa, costruita sull’immigrazione ma le forme di questa immigrazione sono state molto diverse nel tempo e nelle situazioni. C’è chi è venuto qui per spirito di avventura, chi con la forza, chi sperando in una vita migliore, chi per fuggire a guerre e persecuzioni. Tutti però con una mentalità da emigrante, che è in qualche modo una mentalità artistica, capace di costruire qualcosa dal niente. Quasi sempre chi arriva soffre, ma i figli, come la pianta di Minari, crescono e si integrano bene.
Da: Parlando del film Minari

Volevamo far tornare tutti gli attori del cast originale e per farlo abbiamo cercato di connettere i punti della storia da dove l’avevamo lasciata. Prendete il personaggio di Eric La Salle – Darryl e quello della sorella di Lisa McDowell. L’ultima volta che li abbiamo visti, lui era zuppo di pioggia e lei aiutandolo diceva «dobbiamo toglierti questi vestiti bagnati di dosso». Tutto questo faceva immaginare che sarebbero finiti insieme e che Akeem e Lisa sarebbero vissuti per sempre felici e contenti. Quindi, per il sequel ci siamo chiesti: «Come facciamo a collegare tutte queste storie?». Abbiamo pensato quindi che sarebbe stato divertente se il signor McDowell, il padre di Lisa, avesse aperto un suo ristorante in Africa così da poter stare vicino alla figlia. In questo modo, avremmo potuto averlo nella storia.
Da: Intervista del 23/02/2021 a Ilriformista

A cacciarmi non è stata Berlinguer e nemmeno l’ad Salini. Mi ha fatto fuori il direttore di Rai 3, Franco Di Mare. Dietro c’è un braccio di ferro tra Cinque Stelle e Pd. Lo spazio in Rai lasciato alla sinistra ormai sembra esagerato.

Ringraziamo iddio, noi attori, che abbiamo il privilegio di poter continuare i nostri giochi d'infanzia fino alla morte, che nel teatro si replica tutte le sere.

Forse non sono un buon attore, ma qualsiasi altra cosa avessi fatto, sarei stato peggio.

Credo che la musica, in qualunque lingua venga scritta, sia per tutto il mondo. A me piacciono i Rolling Stones anche se sono spagnolo, oppure mi piace Khaled che è marocchino. Per questo la musica di uno spagnolo può funzionare tranquillamente in Germania o negli Stati Uniti.

La prima volta che ho intrattenuto il pubblico sono andato con un mago, io sono molto legato ai maghi e iniziai così, con uno che cercava un assistente. Io avevo già i figli, un bar, non ho iniziato a fare questo a vent’anni. Lavoravo e sapevo di avere delle capacità, però mi vergognavo. Io nasco timido e morirò così. Però poi piano piano, prima un localino, un piccolo teatro, poi uno più grande e sono arrivato qui.
Da: Intervista a teatro.it 04/2019

Mi piace il teatro, bella copia della vita.

Io non provengo da una scuola, sono autodidatta. Questo mi porta a fare cose senza un vero filo logico.
Da: Intervista a teatro.it 04/2019

Ho sempre avuto un'impressione positiva sui talent show, perché i ragazzi si impegnano in qualcosa anziché stare a contatto con un mondo a volte pericoloso, si impegnano e fanno danza, ballo, entrano in contatto con la macchina da presa, con le luci ed il mondo dello spettacolo. A volte escono fuori dei talenti, ed il mondo ha bisogno di talenti.

Io e Romina ci vediamo in trasmissione, non prima. Di preciso non so nemmeno dove sta lei quando è a Roma. Tra l’altro, se la conosco bene, deve essere arrabbiata nera. Voleva a tutti costi tornarsene in America, ma Trump ha bloccato tutti i voli.

Faccio musica per giustificare il mio vivere.

La mia comicità è spontanea e sincera. E' un dono. Dono e talento insieme. Cerco di utilizzarlo bene cercando di non rubare soldi a nessuno. E ricordando sempre che il copione della vita è imbattibile.

Fin da bambino cantavo tutte le canzoni di Modugno e di Claudio Villa. Mio padre aveva comprato una radio e tutte le canzoni che trasmettevano io ci cantavo sopra. Una specie di karaoke. Quando finivo la gente di fuori applaudiva.

Che fine ha fatto la semplicità? Sembriamo tutti messi su un palcoscenico e ci sentiamo tutti in dovere di dare spettacolo.

Sono un tipo chiuso e noioso, quando sono in TV mi pesa dover apparire brillante.

Nel momento in cui scrivevo in inglese era perché era la lingua con cui riuscivo a comunicare meglio, anche con me stesso. Poi ho iniziato a scrivere in italiano e ho capito quanto fosse più nutriente scrivere nella mia lingua madre, così è nato questo progetto totalmente in italiano.
Da: Intervista di Febbraio 2020 a Onstage

Tra qualche giorno uscirà una nuova canzone. Non uscirà come Thegiornalisti ma uscirà come Tommaso Paradiso. D'ora in poi tutto ciò che scriverò e canterò non sarà più Thegiornalisti ma sarà Tommaso Paradiso. È giusto che sia così. È stata una fantastica avventura che ci ha portato fino al Circo Massimo. Ma sapete meglio di me o come me che le storie nella maggior parte dei casi non sono eterne. È inutile che vi sita a raccontare le dinamiche per le quali si è arrivati a questa conclusione.

Sarà una grandissima responsabilità. Un bellissimo ruolo, che già inizia a pesare sulle spalle. Anche perché vengo dopo i "padrinati" di Alessandro Borghi e Michele Riondino… Sono molto contenta, e fiera che abbiano scelto me. Per la fiducia e l'onore. [Relativamente alla nomina di madrina del Festival di Venezia 2019]

Sono tutt'ora orgoglioso della frase finale di Roy in Blade Runner. La notte prima di girare la scena, dissi a Ridley Scott: "La battuta che hai scritto mi sembra un po' lunga. Se le energie stanno finendo, anche un replicante non può parlare così a lungo; secondo me non ha neanche il tempo di dire addio, se non dopo aver detto brevemente quello che ha visto... In più abbiamo già visto dei replicanti morire e penso che il pubblico non apprezzerebbe un'altra lunga scena di morte. Rendiamola più veloce, più semplice e profonda possibile. Ma concediamo a Roy anche un momento di saggezza". Ridley rispose: "Sì, quest'idea mi piace". Perciò, quando girammo la scena, ho tagliato un po' l'inizio; poi ho recitato: "Ho visto cose che voi umani non potete neppure immaginare. Navi in fiamme al largo dei bastioni di Orione. I raggi beta balenare nel buio alle porte di Tannhäuser..."; poi ho improvvisato la frase: "Tutti questi momenti andranno perduti come lacrime nella pioggia"; era così toccante che anche quelli che stavano filmando la scena si commossero.

Sarò legato a lui finché non morirò, ma va bene così. Ho creato io Dylan McKay. È mio. [Così Luke Perry parlava del suo personaggi in "Beverly Hills 90210"]

Ma filmare è vivere, e vivere è filmare. È semplice, nello spazio di un secondo guardare un oggetto, un volto, e riuscire a vederlo ventiquattro volte. Il trucco è tutto qui.

Non credevo che l'Uomo Ragno sarebbe diventato l'icona mondiale che oggi è. Io speravo solo che il fumetto vendesse così da potermi tenere il lavoro.

Oltremanica non è il parlamento a vigilare sulla Bbc, ma è la Bbc che vigila sull'attività dei parlamentari e dei loro collaboratori.

È un film di solo amore, senza nemici. L'unico antagonista è il tempo. Perché il tempo di queste due persone, che si sono incontrate in un'estate italiana, finirà e loro ne sono consapevoli. È una storia in cui nessuno si ammala, non ci sono omofobi violenti, nessuno viene rifiutato dalla famiglia o dagli amici, nessuno è obbligato a fare coming out e subirne le conseguenze. Ci sono due persone che si innamorano e basta…[Riferendosi al film "Chiamami col tuo nome"]
Da: Io Donna - 12/01/2018

La scomparsa di Fabrizio Frizzi addolora l'intera comunità nazionale. Entrato giovanissimo in Rai, si fece subito apprezzare per il suo garbo e la sua professionalità, portando nelle case di tante generazioni di italiani il suo stile inconfondibile, la sua versatilità, il rispetto assoluto nei confronti dei telespettatori e delle diverse sensibilità. Il suo esempio sarà prezioso per chiunque svolga o voglia intraprendere un'attività nel mondo dello spettacolo. Alla moglie Carlotta e a tutti i suoi familiari e amici va il mio sincero e affettuoso cordoglio e quello del Senato della Repubblica.

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