Frasi di Mario Rigoni Stern
La scheda di Mario Rigoni Stern
Scrittore
Nascita: Asiago (Veneto) il 1/11/1921+ Età e Segno
Mario Rigoni Stern è stato un militare e scrittore italiano. Il suo romanzo più noto è Il sergente nella neve , un'autobiografia della ritirata di Russia. Legatissimo alla sua terra, l'altopiano di Asiago, era il discendente dell'ultimo cancelliere della federazione dei Sette Comuni. Primo Levi lo definì "uno dei più grandi scrittori italiani". (Fonte: Wikipedia)
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La più letta di “Mario rigoni stern”
Non ho mai ucciso per uccidere. Ho ucciso per tornare a casa, e per salvare i miei compagni.
Mario Rigoni Stern  

Se ci guardiamo intorno, noi anziani ancora vediamo la nostra fanciullezza: le capriole, le corse nella neve, il freddo, il gelo, non importava nulla e si viveva, mentre la fantasia navigava in modo leggero e si caricava di mistero.
Mario Rigoni Stern   Inserita: 13/03/2021

La Democrazia non è in pericolo sistema. È il contenuto a vacillare. La si svuota di valore, così da farla apparire una forma di convivenza come un’altra. Impunità, condoni, tasse di successione, monopolio della comunicazione. Nemmeno il falso in bilancio è più reato: una volta chi faceva fallimento si sparava dalla vergogna, ora sembra la normale fase tecnica di un’azienda. Si confonde ciò che è democratico con chi vince le elezioni: non è a rischio la democrazia, ma la sua qualità
Mario Rigoni Stern   Inserita: 03/03/2021 Tratta da: Intervista a 'La Repubblica' del 15/12/2003

Ho ancora nel naso l'odore che faceva il grasso sul fucile mitragliatore arroventato. Ho ancora nelle orecchie e sin dentro il cervello il rumore della neve che crocchiava sotto le scarpe, gli sternuti e i colpi di tosse delle vedette russe, il suono delle erbe secche battute dal vento sulle rive del Don. Ho ancora negli occhi il quadrato di Cassiopea che mi stava sopra la testa tutte le notti e i pali di sostegno del bunker che mi stavano sopra la testa di giorno.
Mario Rigoni Stern   Inserita: 25/02/2021 Tratta da: Il sergente nella neve - Einaudi

Con il ritorno delle guerra del Duemila è il ritorno della paura. Il potere si rivela debole. Il mio comandante, in Russia, si metteva sull’attenti davanti a ogni morto: amico o nemico, militare o civile. Spesso piangeva. Oggi invece ci sono morti che contano e altri che lasciano indifferenti. Il cuore della guerra, dopo l’ 11 settembre, sta qui: per battere la paura, o il terrorismo, dobbiamo riconsiderare i morti alla pari. Il mondo cambia se ci si mette sull’attenti davanti ad ogni caduto
Mario Rigoni Stern   Tratta da: Intervista a 'La Repubblica' del 15/12/2003 

La crisi è nata dalla diversità di visione sui conflitti internazionali. Non c’è stata una sola Europa politica e civile. Un patto è saltato e l’euro non basta più. È come se un matrimonio si fondasse sullo stipendio degli sposi: cosa unisce gli spiriti? Sono un vecchio: ma se si dicesse davvero basta agli eserciti nazionali, per darsi una sola forza di difesa europea, sarebbe un altro laccio per collegare i nostri destini.
Mario Rigoni Stern   Tratta da: Intervista a 'La Repubblica' del 15/12/2003 

La felicità può essere bere un bicchiere di vino con un amico o gli occhi di una ragazza, o un volo degli uccelli in primavera, sono brevi attimi ma c'è.
Mario Rigoni Stern   

Dopo quella primavera canavesana vennero le notti di veglia sui monti desolati e ventosi dell’Albania e il parlare sussurrato accanto al fuoco rievocava i paesi, le ragazze, le osterie e il ricordo allontanava la miseria di quella realtà. E in Russia quando un compagno riceveva una lettera da Castellamonte, o da Rueglio, o da Valperga era come se un soffio d’amore ci portasse in quella terra e volevamo sapere le novità, come se anche quelli fossero i nostri paesi.
Mario Rigoni Stern   Tratta da: Amore di confine - Einaudi 

Era bello guardare il cielo, sentire il profumo dell’estate e pensare a quella bambina con la quale avevi giocato sul prato, saltando i mucchi di fieno allineati nel tramonto del sole che allungava le ombre. Erano davvero belle le sere di luglio.
Mario Rigoni Stern   Tratta da: Stagioni - Einaudi 

Lavorare bisogna. Lavorare se si vuole essere contenti nella vita.
Mario Rigoni Stern   

C'era la guerra, proprio la guerra più vera dove ero io, ma io non vivevo la guerra, vivevo intensamente cose che sognavo, che ricordavo e che erano più vere della guerra. Il fiume era gelato, le stelle erano fredde, la neve era vetro che si rompeva sotto le scarpe, la morte fredda e verde aspettava sul fiume, ma io avevo dentro di me un calore che scioglieva tutte queste cose.
Mario Rigoni Stern   Tratta da: Il sergente nella neve - Einaudi 

Questi i risultati della pace e della libertà: lavorare e costruire per il bene degli uomini, di tutti gli uomini; non uccidere, distruggere e conquistare con la forza delle armi, ma vivere con il lavoro per la fratellanza e l'aiuto reciproco.
Mario Rigoni Stern   Tratta da: Il sergente nella neve - Einaudi 

La memoria è necessaria, dobbiamo ricordare perché le cose che si dimenticano possono ritornare: è il testamento che ci ha lasciato Primo Levi.
Mario Rigoni Stern   

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